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17/05/03 Vi scrivo di nuovo dal Venezuela per attirare l'attenzione dei lettori su di un fatto che passa, troppo spesso, inosservato ma che in realtá é alla base di tutti i problemi socio politici e culturali del Venezuela come di tutti i paesi latino americani e una gran parte dei paesi del terzo mondo.

Mentre qui si perpetuano i problemi (che sono gia cronici) Vedo, allibito, che tanto il publico, come gli " adetti ai lavori",i giornalisti, il clero, presentatori TV, ecc. tanto qui in sudamerica come in Europa osservano l'andare di questi paesi secondo l'ottica del loro sofá: si analizzano culture, lingue, storia, governi, corruzione, sottosviluppo, disorganizzazione, improduttivitá ecc. e tutti parlano del sadamerica come di qualcosa patetico che "non cambierá mai" a meno che i sudamericani cambino di mentalitá .

Non si sente da nessuna parte che si faccia un analisi serio sull'origine di tanti problemi e meno ancora di qualcuno che si azzardi ad avanzare delle proposte serie e non parzializzate per il miglioramento del livello di vita di questi popoli; se inizio l'argomento con cualcuno mi sento dire.... ma si tratta di un problema interno... devono risolverlo internamente.... poi quando si accorgono dei problemi migratori tutti vogliono che ci sia " l'organizzazione" " la disciplina " "il controllo " ecc.

La gravissima situazione venezolana mi ha indotto a cercare di capire cosa succede e cosa si potrebbe fare.... Ho trovato che il sistema di governo adottato tanto nel Venezuela come nel resto del sudamerica é alla base di cio che succede fin dall'indipendenza cioé il sistema presidenzialista. Mi sembra una strabiliante coincidenza che tutti i paesi democratici con problemi cronici adottino il sistema presidenzialista ( notevoli eccezioni gli USA e la Francia que é semi presidenzialista ) D'altro canto tutti i paesi democratici che vivono bene, che hanno raggiunto livelli di vita assolutamente invidiabili, adottano il sistema parlamentario in alcuna delle sue varianti ( dal Giappone a tutta l'Europa, passando per L'Oceania , il Canadá ecc.) .

Sono , allora , convinto che nel Venezuela che é dove vivo e al quale sono intimamente vincolato dopo che sia passato il temporale chavez e che il paese ritrovi cualche tipo di equilibrio bisognerá andare ad una assemblea generale e cambiare il sistema di governo solo cosí potra aprirsi uno spiraglio di luce verso il vero progresso cioé quello integrale delle persone. Penso che l'unitá europea non sarebbe mai stata possbile se i paesi europei avessero il governo presidenzialista.

raulfattorello@yahoo.com

Commento


CHISSÁ SE LO RICONOSCETE?

Educato nell’esercito fa parte di un movimento "patriotico" di sinistra. In un disperato tentativo di imposessarsi del potere prova un colpo di stato pessimamente organizzato che viene sgominato in poche ore, é fatto prigioniero ed é segnalato per vigliaccheria durante il tentativo.

Nella sua prima dichiarazione dopo l’arresto assume tutta la responsabilitá sul colpo di stato fallito. In prigione conclude che la miglior maniera per arrivare al potere sia la legalitá.

Viene liberato per una non molto saggia decisione politica: cioé per non trasformarlo in un "martire". Una volta libero, si presenta alle elezioni con un discorso demagogico, populista, patriotico, autoritario.

La situazione economica e sociale del paese é sfruttata da questo personaggio a suo favore per crearsi una buona base di apoggio negli strati bassi e medi della società.

Avendo bisogno di grandi somme di denaro cambia l’immagine di "proletario" liberatore di masse marginate, comincia a vestirsi molto elegantemete e si avvicina ai grandi impresari per avere da loro i fondi necessari, questi, temendo rappresaglie nel caso vincesse lo finanziano e la campagna politica continua... e arriva al potere.

Una volta in carica crea una forza para militare formata da ex militari e delinquenti comuni stipendiati dallo stato (extra ufficialmente) ai quali fa giurare fedeltá assoluta (a lui ..... non allo stato o al governo .... a lui)

Aproffitando della popolaritá raggiunta si fá concedere dal congersso, poteri speciali per governare via decreto e cosi elimina il congresso stesso e di li in avanti ha un potere assoluto e puó addirittura legiferare personalmente.....

AVETE RICONOSCIUTO IL PERSONAGGIO?

Se pensate che sia Chàvez avete sbagliato si tratta, invece, di Adolfo Hitler anche se le analogie sono sorprendenti

Quante analogie: saranno coincidenze o sará che Chavez é semplicemente l'imitazione di un modello? Sappiamo che Hitler possedeva una potenza militare ed una intelligenza molto superiori a quelle di Chavez ma sono gli stessi principi quelli che, oggi sostengono a quest’ultimo.

Sará necesario che Venezuela perda 8 milioni di vite perché il mondo e i venzuelani stessi aprano gli occhi.

Raul


IL COLORE DELLA GUERRA

Oggi, mentre andava in video il TG3, mio figlio di 5 anni mi ha chiesto: - Papà, ma quella lì tutta nera è la bandiera della Guerra?-, indicando lo schermo dove alcuni manifestanti agitavano uno striscione nero come la pece. Devo dire che inizialmente sono stato tentato di dirgli di sì (il petrolio è nero, il fascismo è nero ecc.), ma ci ho ripensato quasi subito: - No, Gabriele, vedi la Pace ha una bandiera, come quella che sta alla finestra della tua Scuola, ma la Guerra invece non ne ha.

Poi, qualche neurone non del tutto abbioccato dal consueto torpore post-prandiale si deve essere scosso, chissà quali sinapsi si sono interlacciate e…

- Ecco -, mi sono detto, - questa è davvero una gran bella idea!, brevetterò la Bandiera della Guerra! Ne venderò i diritti al Giornale, che potrà proporlo come gadget nella edizione del martedì, a soli 4,99 € in più. Si organizzeranno certamente manifestazioni di piazza a sostegno di questa e di tutte le altre Giuste Guerre di Liberazione dal tiranno di turno, e per ogni bandiera esposta, essendo tutelata dal diritto d'autore, dovrà essermi riconosciuta una prebenda.

Certo, i Senegalesi rappresentano un serio ostacolo al mio prevedibile quanto osceno arricchimento. Si, lo sapete, per questa storia delle copie pirata. Ma il mio target commerciale non corrisponde a quelle torme di straccioni che affollano Spaccanapoli o il Lungotevere, acquistando false borse di Prada o Luì Vittò esattamente identiche all'originale pagandole dieci volte meno.

Io venderò a quei furbacchioni che ancora apprezzano il valore dell'originalità, e sono disposti a pagarla a caro prezzo.

Ma di che colore è la Guerra?

Rosso come il sangue? Uhmm…. No, no: praticamente indistinguibile da quelle tenute dai Sindacalisti che pascolano i cortei pacifisti.

Nero, abbiamo già detto di no, troppo banale, e poi, scusate, il nero è il colore della Nuova Zelanda, i mitici All Blacks, Black Magic…. E poi ancora ci risiamo con questo luogo comune del nero brutto e cattivo, che tanto costa ai fratelli africani: no, no, decisamente fuori luogo.

Azzurro? Ma, dico, siamo matti. Prima di tutto il colore azzurro evoca l'Italia del Pallone, che forse è l'unica cosa di sacro che abbiamo, e, comunque, qualcuno ci ha già pensato a farne il colore del proprio partito, la cui iconografia ricorda molto il mitico desktop di Windows 95. Politicamente scorretto.

Il verde: ma neanche per sogno! Già si fa confusione tra Verdi e Lega, ci manca solo quello….ma… un momento, si! Che stupido, come ho fatto a non pensarci prima!

Il verde militare: se c'è una cosa che fa pensare alla guerra è proprio quel verde scuro, quasi marrone, come il colore di uno stronzo un po' appassito. Si, la Guerra ha proprio il colore della Merda, e poi a pensarci bene, in fondo sono proprio la stessa cosa.

Joe Wine


28/03/03 Questa sera io mi sento un pò piú fiduciosa, poiché sono stata riunita con la nuova junta directiva del club, di cui faró parte e lí c'era uno dei soci che si é postulato al CNE.

Era contento perché é stato scelto fra i 60 prescelti. Poi ci sará una selezione per sceglierne 30 ed alla fine 15. Mi ha assicurato che il referendum va, che il CNE avrá tutto il potere per convocarlo e che adesso anche JVR ha detto che ci sará il revocatorio. Inoltre mi ha assicurato che gli occhi della OEA e del centro carter sono messi sul referendum di agosto.

Quindi si tratta solo di organizzarsi bene per realizzarlo. Si spera che per questo venerdí la coordinadora dia una definizione di quali sono i suoi leader principali e quali gli obiettivi e la smetta di litigarsi come se fossero comari. Arrivando a casa, ho sentito un'intervista di Jorge Olavarria, che affermava esattamente lo stesso e che diceva che l'opposizione deve insistere nel referendum e non continuare a dire che Chavez non permetterá che si realizzi. Sembra che internazionalmente si stia sentendo questa mancanza di unione nell'opposizione, che si deve al gran senso di sconfitta prodotto dallo sciopero generale, dal licenziamento dei petrolieri e dalla persecuzione dei nostri lider principali, come sono Carlos Ortega, Carlos Fernandez e Juan Fernandez. Tutti fuori combattimento per colpa del governo.

Se a tutto ció aggiungi, la mancanza di lavoro, la negazione dei dollari per lavorare, l'inflazione e l'impoverimento generale, é facile capire che la gente non ha piú la stessa combattivitá. abbiamo fatto un enorme sacrificio economico durante lo sciopero ed inoltre abbiamo rischiato la vita con troppa frequenza durante le marce, quindi adesso ci sentiamo come svuotati, senza forze. Vorrei che tu posa trasmettere questo, se in qualche momento ti raggiunge una notizia sulla mancanza di volontá dell'opposizione.


18/03/03 Dopo aver letto le lettere di tutti sul Venezuela e su Chavez, riscontro con una fitta al cuore, che, apparentemente, c'é una dose di frustrazione e delusione nell'animo di diverse persone che scrivono perché non vedono succedere tempestivamente ció che disiderano ossia la caduta di Chavez.

Vorrei trasmettere a tutti un messaggio di fiducia e spronare a tutti a non fermarsi ma ,piuttosto, moltiplicare l'entusiasmo della loro partecipazione nel progetto comune di cambiare la rotta di questo paese, non solo é necessario insistere nelle dimostrazioni ma intensificare il loro significato per far si che la pressione non diminuisca, oggi la "corte de apelaciones" ha sospeso il processo ai sette gerenti di PDVSA, chiaro segno che non tutto é andato in malora e non tutti i giudici sono nella tasca del governo. Piuttosto credo che bisogna preparare lo scenario che impedisca al governo di mandare a monte il referendum revocatorio che, in questo momento, lo sbalzerebbe dal potere come il tappo di una bottiglia di schampagne ( che berrei volentieri se fosse l'ora ) ma se l'opposizione diminuisce la pressione allora le sue possibiltà di capovolgere l'opinione pubblica aumentano non bisogna dimenticare che la gente di questo paese é, ancora , molto ingenua ed é sempre in attesa di un "paladino", (leggasi caudillo) che ci risolva tutti i problemi dalla culla alla tomba.

Il fatto che le riserve internazionali non siano diminuite piú di tanto, e che non siano aumentate di un dollaro da cuando ha messo il controllo di cambio, che non abbia informato a nessuno dove siano i dollari del petrolio venduto da Dicembre in quá non puó significare altro che si sta preparando per "comprare" i voti qundo arrivi l'ora il paese é píeno di voci sull'entrata di migliaia di stranieri ai cuali viene data la cittadinanza immediatamente e che voteranno a suo favore a cambio di alcune " agevolazioni " che qui conosciamo bene un pó tutti, altre " agevolazioni" sono offerte a tanti stranieri residenti cui viene offerta la nazionalizazione immediata a cambio del voto so di un caso cui é stata portata la "cedula" venezolana a casa sua in 72 ore e sto parlando di un bracciante in un "hazienda" (piccola tenuta agricola) non di una persona influente con possibiltá economiche e amicizie influenti. (72 ore). Ritorno a dire: SU CON L'ANIMO noi non siamo gente che si scoraggia, se lo fossimo moltissimi di noi sarebbero tornati indietro con la stessa nave che ci portó quá. E dobbiamo, per primi, dare l'esempio.

Offro un fraterno saluto a tutti e un'abbraccio "da orso" di quelli che solo un'emigrante sa dare.

Raul Fattorello


17/03/03...La scorsa settimana sono andato al mercato popolare de Los Proceres. Avevo curiosità di vedere i prezzi e l'ambiente che si respirava nel centro della demagogia chavista. In altre epoche ho assistito varie volte alle fiere di AD (accion democratica) (non ricordo se i popeianos COPEI) avevano qualche cosa di simile e mi sembrava interessante fare il confronto.

Il traffico cominciava in Santa Monica e devo dire che c'erano macchine di tutti i tipi: la povertà della classe media era ovvia tra coloro che si avvicinavano con criositaà ed una certa vergogna al mercato popolare. Però i curiosi se ne sono andato presto davanti allo spettacolo della sordida e miseria senza speranza che li attendeva a Los Proceres. Code, immense code, famiglie intere facendo coda, famiglie dormendo mentre le piuù giovani facevano la coda.

Gente triste, schiva, diffidente. Da nessuna parte si sentiva l'allegria usuale del venezuelano: nelle code chilometriche la gente non parlava. Ho chiesto a varie persone dove era l'inizio della coda, a che ora bisognava arrivare per trovare un buon posto, cosa vendevano in quelle bancarelle, però la gente guardava dall'altra parte e rispondeva con monosillabi. Non mi sentivo nel mio paese dove usualmente dopo cinque minuti che sei in una coda, sai la storia della vita della persona che hai davanti ed ascolti i consigli ed opinioni di tutti coloro che ti stanno attorno.

In quelle file di gente senza speranza, c'era solo tristezza e diffidenza. Chi arrivava doveva competere per il misero pacco che gli avrebbero consegnato a cambio di settemila bolivares: una borsa con un immenso cartello di CHAVEZ, dove si potevano vedere tre chili di farina di mais, due bottiglie d'olio, tre chili di riso ed alcune lattine di sardine e tonno. Non c'era, come ricordo delle fiere adecas, leaders salutando e psseggiando; nessuno vendeva mangiare tipico o dolci caserecci, niente di musica o qualche adorno di Carnevale. Solo la gente aspettando le borse rivoluzionarie e militari vigilando il triste spettacolo e il sole cocente.

Quando me ne stavo andando una giovane signora con il marito ed un bimbo in braccio, mi ha fatto vedere i suoi piedi infiammati e mi ha detto :"io sono qui da ieri sera alle 10, sto facendo la coda da 9 ore , questo è come Cuba vero?"

Allora mi sono accorto che lì non c'erano chavistas, né circoli bolivarianos. Lì c'erano i più poveri dei poveri, sperimentando già le amarezze del Mare della Felicità. Lì c'erano coloro che Chavez ha ingannato nel modo più atroce, quelli che hanno avuto fiducia in lui ed ora li ripaga con una elemosina perchè non muoiano di fame. Lì c'erano quelli che lo sconfiggeranno quando finalmente riusciremo che li contino.

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