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LAVORO
...disoccupazione
raggiunta in settembre all'8,7%, dato mai così basso dal 1992... La proposta del governo sul lavoroTra breve ci sarà il nuovo sciopero generale indetto dalla CGIL, lo scorso aprile i sindacati hanno manifestato contro il governo scadendo slogan, che si riferivano soprattutto alla legge delega in materia di lavoro e pensioni. I manifestanti intervistati da solerti giornalisti attaccavano il governo denunciando il fatto che si vogliono smantellare le tutele dei lavoratori. "Diciamo no al governo che vuole modificare l'articolo 18". Questa era la frase più citata. Ebbene tutto ciò è falso. La protesta si basa su ciò che i sindacati hanno fatto credere ai lavoratori. Il governo non vuole toccare l'articolo 18, il governo non vuole tagliare le pensioni. Nessuno slogan proferito dai politici sindacalisti è vero. Il governo vuole semplicemente non applicare l'articolo 18 per alcune categorie di lavoratori che già non usufruiscono delle norme del suddetto articolo. Per capire: il lavoratore in nero dell'art.18 non sa che farsene, perché non ne ha diritto. Il lavoratore con contratto a tempo determinato del'art.18 non sa che farsene, perché non ne ha diritto. Inoltre, paradossalmente, il lavoratore che non lavora ancora in una azienda di 15 dipendenti dell'art.18 non sa che farsene, perché non ne ha diritto. Il governo vuole che tali lavoratori in caso di passaggio dal nero allo soperto con un contratto regolare, in caso di passaggio da un contratto determinato ad uno indeterminato, in caso di assunzione in un azienda di 15 dipendenti, non usufruiscano dell'articolo 18. Inoltre, in questi tre casi l'inapplicabilità dell'art. 18 è parziale, in quanto in caso di licenziamento vi sarà la possibilità di un equo indennizzo. Inoltre queste norme sono sperimentali e dureranno quattro anni. Sinceramente proprio non si comprende come chi dovrebbe guardare con favore a norme che senza dubbio aumentano l'occupazione, invece criticano, contestano e manifestano. Tali norme produrranno senza dubbio un incremento dell'occupazione. Chi è contrario lo può essere solo per due ragioni: -non ha molto studiato le norme in questione -vuole mantenere il proprio potere. Se il mercato del lavoro migliora chi ha sempre criticato perderà di conseguenza il consenso Se qualcuno andasse un giorno da un sindacalista e dicesse ti do la felicità eterna, il sindacalista per tutta risposta alzerebbe un pugno e direbbe: NO!! In nome dei lavoratori dico NO!!!!
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