![]() |
I siti su Platone**La-politica.net non è responsabile ne associata al contenuto dei siti proposti, ma riflettono le ricerche condotte nel web italiano
|
PLATONE Platone vive nella Grecia delle Polis tra il 427 a. C. e il 347 a.C., sviluppa il suo pensiero in un sistema politico che incarna un'oscillazione tra la tirannide e l'oligarchia. Difficile, quindi, sostenere che egli avesse concezioni democratiche, come altrettanto difficile imputargli concetti tutti moderni come l'uguaglianza tra i popoli e tra le classi sociali. Non è possibile comprendere la filosofia platonica senza conoscere il greco, ciò non per un fatto di erudizione, quanto per la parziale distruzione del suo pensiero operata dai filosofi medievali. Infatti, la filosofia medioevale, irrimediabilmente compromessa con la religione, sottopose i testi platonici ad un pesante filtro ideologico e concettuale. Sovente inventò di sana pianta i testi: risaputa č la manomissione di parte dell'Alcibiade Maggiore, nella quale si parla del concetto di anima come specchio di dio. Infatti, tale concetto e tale problematica č lontana da Platone. Vocaboli come "dio", "anima" o "misericordia" non possono rientrare nel lessico platonico, ma rappresentano aggiunte e trasformazioni medioevali. Tutta la filosofia politica di Platone si può riassumere in una disperata ricerca dell'individuo migliore atto a governare. Tutti i dialoghi platonici sono una descrizione delle qualità del migliore, individuate da un riconoscimento. I cittadini, educati in un certo modo, devono cioè riconoscere il migliore all'interno della Polis. (Sul concetto di cittadino dell'antica grecia si rimanda ad un qualsiasi testo scolastico) Platone aveva riconosciuto il migliore in Socrate, perché in lui viveva il buon senso, ma Socrate viene messo a morte dalla stessa Polis, che, invece, di riconoscerlo come colui il quale è atto a governare, lo accusa di corrompere i giovani. Dopo la morte di Socrate, Platone si accorge che il riconoscimento del migliore è impossibilitato dalla corruzione dell'egoismo ed individua nelle leggi questa nuova possibilità di riconoscimento. Le leggi, però, devono necessariamente vivere nella caducità della loro imperfezione. Quindi, chi legifera e chi esegue deve amministrare la polis nella certezza della caducità della legge, che mai nella sua esecuzione e nella sua interpretazione può sopraffare il cittadino. In proposito vi è un passo del dialogo le Leggi, nel quale si condanna al doppio della pena quel giudice che infligge una condanna ad un cittadino, che, poi, si rivela innocente. Al centro della politica vi è l'educazione, che ha lo scopo di formare i cittadini nella ricerca del migliore e delle sue qualità. Tale educazione, qui sta la modernità di Platone, non è concettuale, ma pratica, attraverso gradi di verità, scoperti attraverso l'esperienza delle qualità. Nei dialoghi platonici non si dirà mai cos'è l'onesta o il coraggio, ma si presenteranno cittadini e comportamenti coraggiosi ed onesti. Vi è un vivace dibattito sul concetto di subordinazione delle leggi al migliore, molti ritengono che Platone idealmente teorizzò il governo del migliore al di sopra della legge, ma riconobbe l'impossibilità della ricerca del migliore e, quindi, affermò la supremazia della legge sui governanti. Noi, invece, riteniamo che la ricerca del migliore sia inesauribile non per la mancanza del migliore, ma per la difficoltà a riconoscerlo. E' nel riconoscimento che esiste il migliore non nella sua apparizione. L'idea che Platone abbandoni la ricerca del migliore è frutto di una visione dogmatica del migliore accostato al concetto di santità. Nulla è più lontano da Platone: il migliore o i migliori sono al di sopra della legge non per una questione di dominio o prevaricazione, ma per una caducità della legge stessa, la quale nasce da una mancanza, dalla mancanza di buon senso. Riteniamo inoltre, che il riconoscimento platonico non sia molto lontano, fatte le debite proporzioni, dal concetto di elezione rappresentativa contemporanea. Le moderne democrazie occidentali nella concettualità delle elezioni incarnano in modo ancora embrionale e difficoltoso il riconoscimento platonico dei migliori. Per approfondimenti o discussioni scrivi a: |
Home page / Filosofia / Interno / Esteri / Partiti / Società / Archivio / Advertising
I
contenuti, i disegni e le immagini del sito sono regolati dal diritto d'autore.
Tutti i dati forniti dai lettori verranno archiviati in forma cartacea ed informatica.
Tali dati
saranno utilizzati esclusivamente per attivitā di documentazione e comunicazione
newsletter.
Il tutto nel rispetto di quanto stabilito dalla legge 675/96 sulla tutela dei
dati personali.