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NOTIZIE E STATISTICHE

-Chavez istiga il popolo a chiedere un referendum revocatorio per destituire il Governatore del Zulia perché questi ha appoggiato lo sciopero delle scuole.
-I supermercati stanno perdendo in media 15 miliardi al giorno dovuto all'imposizione del Governo del Controllo dei cambi.
-Le riserve alimentari bastano solo per 2 settimane. Rimpiazzarle è difficile e la mancanza di concessioni di dollari all'industria renderà questo impossibile.
-Non si può garantire nemmeno il somministrazione di pane e pasta se non si concederanno dollari per l'acquisto di farine.
-L'associazione Venezuelana di Industriali di Farina e Mais avvertono del rischio di fallimento dopo che il prezzo della farina è stato bloccato sotto costo.
-Si possono perdere 3000 posti di lavoro diretto e 3000 indiretto ha spiegato Gisela Serrano, direttrice di VENMAIZ.
-Nel settore latticini c'è rifornimento per un mese ma cominceranno a scarseggiare se non ci saranno dollari per la materia prima.
-I produttori di carni suine perdevano già dai 60 agli 80 mila bolivares per ogni animale, con il blocco dei prezzi si vedranno obligati a chiudere, ha dichiarato Alberto Cademus, presidente di FEDEPORCINA.
-Il direttore dell'Associazione Frigoriferi e Macelli, Gonzalo Azuaje, ha informato che nei mesi di marzo e aprile i prezzi tendono ad aumentare per effetto stagionale, se il Governo continua con l'imposizione dei prezzi bloccati le carni saranno vendute all'estero. -I prezzi delle iscrizione alle scuole private saranno bloccate a quelli stabiliti nel 2002.
-Bloccati anche i costi dei servizi medici e paramedici.
-Il prezzo del trasporto pubblico è bloccato dal novembre 2002 cosi come i prezzi dei parcheggi.
-Telefonia. Prezzi bloccati da maggio/giugno 2002.
-Bloccati anche i prezzi della nettezza urbana e servizi funerari.
-Il Governo sta pensando bloccare gli affitti.

La CONFINDUSTRIA (Confederazione Venezuelana di Industriali): il signor Lope Mendoza ha dichiarato che la disoccupazione aumentera' fino al 27% come conseguenza del blocco dei prezzi (questo senza considerare i 5 milioni di persone che lavorano in quella che viene chiamata economia informale, ambulanti). Mendoza ha dichiarato che le misure prese dal Governo aumenteranno la disoccupazione, ma aumenterà l'occupazione nei paesi vicini e cresceranno le attività illegali come narcotraffico e lavaggio di soldi. Ha stimato che 1000 imprese chiuderanno i battenti nel 2003 che si verranno ad aggiungere ad anni di crisi dell'industria dove solo tra il 1998 e il 2002 hanno chiuso ben 4600 industrie. Le misure prese dal Governo sono state prese per castigare le imprese che hanno aderito allo sciopero generale.

CIFRE E PERCENTUALI

L'Economia venezuelana ha subito un recesso di 8,9% nel 2002 che viene ad essere la piu' grave caduta del PIL dal 1950. Nel quarto trimestre il PIL e' caduto del 16,7% d'accordo con le cifre del BCV (Banco Central de Venezuela) Percentuali anno 2002, discesa della costruzione 19,8%, discesa del commercio 13,3%, discesa manufattura 11%, settore non petrolifero 6,5%, settore petrolifero 12,6%, 5 milioni di persone sopravvivono sui marciapiedi con l'economia "informal"(ambulanti). Numero di abitanti del Venezuela 24 milioni.

Il PIL pro capite alla fine anni '70 inizi '80 era di $5300

Il PIL pro capite alla fine 2002 e' $2100

Inflazione durante il 2002 ammonta al 31,2% la piu' alta negli ultimi 5 anni.
La moneta si e' svalutata da dicembre 2001 a dicembre 2002 dell'84%.

La BCV indica che il 2002 finisce con un saldo deficitario di $ 226 milioni. Il Ministro di Planificacion, Felipe Perez, ha dichiarato che la fuga di capitali soprattutto nel primo e ultimo trimestre ha avuto un saldo negativo di $ 8883 milioni.

La caduta degli ingressi del petrolio ha obligato il Governo ad eliminare le spese per i nuovi investimenti mentre il settore privato mostra uno scenario di imprese fallite e discesa delle vendite. Tutto questo succede in un paese dove l'economia negli ultimi anni e' stata sempre in discesa e in crisi.

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