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::> AMERICHE Il Presidente Chavez a Porto Alegre In maniche di camicia verde (non militare), con un sorriso bonario e rassicurante, il Presidente Hugo Chavez è venuto a Porto Alegre, la città che ospita il Forum Sociale Mondiale, per incassare un pò di appoggio e solidarietà internazionale per il suo Governo, minacciato, a quanto ha detto, da una cospirazione "golpista e fascista". Nella conferenza stampa "ristretta", a cui abbiamo potuto partecipare ma che aveva blindato il meccanismo delle domande per evitare situazioni imbarazzanti al Presidente del Venezuela, Chàvez ha comunque mostrato un atteggiamento di apertura e disponibilita' nei confronti dei vari tentativi di mediazione, (dall'iniziativa dell'ex Presidente USA, Carter, a quella del gruppo di paesi "amici" guidata dal Brasile, ma e'in corso anche una iniziativa del mondo sindacale internazionale e una della stessa Chiesa cattolica), che vogliono evitare lo scoppio di una guerra civile nel Paese. In un affollato evento, con un pubblico adorante (una buona parte dei partecipanti al Forum Sociale Mondiale, quella che riunisce, per provare ad usare una sintesi efficace, i "tardo-marxisti" ed i "marxisti-tardivi", presente fra gli altri Fausto Bertinotti...), Chàvez ha più tardi ricostruito gli ultimi dieci anni del Venezuela, rileggendo anche il suo tentativo di "golpe" del 1992 come l'iniziativa del "popolo in uniforme", insomma i (suoi) militari a fianco della povera gente, i "descamisados", raccontando il percorso elettorale (vero) ed il percorso della nuova Costituzione "Bolivariana" (vero) con il vasto consenso elettorale e referendario che lo ha accompagnato alla fine degli anni '90 (anche questo vero) ma omettendo tutti i passaggi sulle questioni delle liberta'sindacali violate, il disconoscimento delle elezioni interne che avevano rinnovato il gruppo dirigente della Confederazione sindacale venezuelana CTV che oggi guida il cartello dell'opposizione e chiede che Chavez rimetta il mandato (tutti bollati di golpismo e di fascismo: falso). Con un oratoria efficace e suggestive citazioni di Gramsci, Che Guevara, accenni al Cristianesimo, Chavez ha sciorinato il suo consueto repertorio di fronte ad un pubblico cosi' facile da convincere al punto da strappare applausi scroscianti al suo annuncio "per difendere la liberta'minacciata" che chiudera' le televisioni private e gli altri organi di informazione tutti orientati a favore del cartello dell' opposizione. E con buona pace della liberta'di informazione e di espressione (pure riconosciute dalla sua stessa Costituzione, libricino che sventola come i maoisti sventolavano il famoso libretto rosso). Oggi il Forum si interroghera' sulle questioni dell'informazione anche relativamente al caso del Venezuela, con il Premio Nobel Adolfo Perez Esquivel. Tranne il Prefetto di Porto Alegre ed il Governatore di Rio Grande do Sul, Chavez non ha incontrato nessuna autorita' governativa brasiliana (Lula e' a Davos, ma non c' e' solo Lula da incontrare, segno evidente che il Governo brasiliano sta davvero lavorando con la giusta distanza diplomatica alla difficile mediazione). La situazione in Venezuela resta sospesa ad un filo: i sondaggi sulle prospettive anche di possibili prossime elezioni sono poco indicativi. Il Paese e' spaccato e la cosa che fa piu'male, soprattutto per un commentatore che analizza la situazione da un'ottica sindacale, e'constatare come tanta povera gente, le fasce meno protette, i settori del lavoro informale e precario, affidino tutte le loro speranze all' ultimo "caudillo" ancora sulla scena. E fa ancora piu' male assistere alla degenerazione della semplificazione della comunicazione (in cui cadono molti giornalisti) che mette sullo stesso piano il Presidente sottufficiale, Chavez, ed il Presidente operaio, Lula. Giuseppe Iuliano |
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