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La convenzione avanza

Dopo otto mesi di lavori l`ex-presidente francese Valery Giscard d`Estaing presenta dunque la prima bozza di costituzione europea. Il vertice di Laeken a dicembre dello scorso anno ne aveva visto la nascita e ora finalmente i 105 membri avranno un punto di partenza credibile per accelerare il processo di integrazione europea.

Il documento che dovrà`dunque sostituire e compattare gli attuali trattati (Roma, Maastricht, Amstrerdam e Nizza) si divide in tre parti: la prima,di 10 titoli e 46 articoli riguarda le disposizioni di natura costituzionale; la seconda tratta le politiche dell'unione (mercato interno, economia, sicurezza, difesa e altri settori più specifici) e la loro attuazione e dunque il futuro dei 414 articoli dei trattati precedenti.

Si sa per certo che 205 verrano mantenuti, 136 saranno modificati e i restanti 73 verrano completamente riscritti;la terza si occupa delle norme e delle clausole che servono a garantire la continuita`giuridica con i trattati gia`firmati.La prima questione sul tappeto e`dunque quella del nome(art.1)Giscard presenta 4 opzioni: Comunità europea, Stati Uniti d`Europa (nome non gradito ai britannici), Unione europea (il piu`probabile) e Europa Unita (visto con favore dall`ex-presidente francese).

L`articolo 3 poi trattera`gli obiettivi dell'unione cioe,la promozione della coesione economica e sociale,la protezione dell'ambiente e il rispetto di tutti i valori e i diritti fondamentali e il 4 il riconoscimento esplicito della personalità giuridica dell'unione.Gli articoli 5 e 6 poi ribadiscono il concetto di doppia cittadinanza(gia`presente nel trattatto di Amsterdam):europea e nazionale elencando i diritti inerenti alla cittadinanza europea,si stabilisce poi il principio della non discriminazione tra cittadini europei.

La carta dei diritti fondamentali sara`incorporata nella costituzione.Sempre nella prima parte dedicata all`architettura costituzionale gli articoli dal 7 al 13 tratteranno le competenze dell`unione e quelle che resteranno agli stati nazionali. Il capitolo forse piu`spinoso e`pero`quello della presidenza del consiglio.Francia,Gran bretagna e Spagna vorrebbero un presidente che duri 5 anni o 2 anni e mezzo con poteri di politica estera e di sicurezza.

E` chiaro a tutti che non si potra`piu`andare avanti con il vecchio sistema della rotazione pero`i piccoli paesi sono fortemente contrari a un presidente del consiglio forte che indebolirebbe i poteri di una commissione vista anche come garante anche degli interessi non solo dei grandi.

Ed e`proprio l`ex-primo ministro belga,Jean-Luc Dehaene,vice-presidente della convenzione a lanciare l`allarme. Altro punto molto dibattuto e`la creazione del congresso dei popoli,un`organo con funzioni solamente consultive formato da rappresentanti dei parlamenti nazionali e dell`Europarlamento.

Si ipotizza che avrebbe il compito perfino di eleggere il presidente della commissione ma su questo e sugli altri compiti si sa ancora troppo poco. Questa nuova istituzione porterebbe pero`ancora piu`confusione agli occhi di un cittadino europeo gia`stanco dell`apparato burocratico di bruxelles e toglierebbe poteri al parlamento europeo,infatti sono pochissimi a sostenere questa proposta.

Non compare invece alcun riferimento specifico alla religione cristiana che i popolari europei pero`sperano possa rientrare nel capitolo dedicato ai valori europei. Gli ultimi articoli trattano poi la possibilita`di essere sospesi in caso di violazione dei principi e dei valori del`unione e una clausola di receso per i paesi che volessero uscire della grande europa, questa novita`permetera`finalmente di avere un percorso chiaro e definito per i paesi che faranno tale richiesta.

Si spera dunque a giugno di terminare i lavori sotto presidenza greca e di firmare come quasi sicuramente stimano in molti un secondo trattato di Roma.

Federico Grandesso

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