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europea ed il Protocollo di Kyoto Bruxelles
05/07/2003: La direttiva rientra nella fase di applicazione del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici. Dotandosi di questo sistema (sperimentale e limitato dal 2005 al 2008, collaudato e esteso dal 2008 al 2012), l'Unione sarà la prima organizzazione internazionale ad anticipare l'applicazione di questo meccanismo flessibile del Protocollo di Kyoto. Funzionamento
del sistema: Quanto costerà dunque eliminare questa nuova ondata di emissioni di gas a effetto serra che rischia di allargare ulteriormente il buco nell'ozono? Il prezzo non è ancora stato fissato, quello che è certo è che sono molte le imprese già pronte a pagare di tasca propria, acquistando appunto un pacchetto di diritti di emissione da un'altra azienda che, con il ricavato, investirà in ricerca e sviluppo per dotarsi di tecnologie produttive eco-compatibili. Risultato: a lungo andare l'impresa che ha venduto i diritti di emissione inquinerà proporzionalmente meno di quanto farà quella che li ha acquistati, con un beneficio netto in termini di riduzione globale dell'inquinamento atmosferico. La nuova direttiva stabilisce le regole di funzionamento del mercato delle emissioni affinché le transazioni avvengano in modo trasparente e concorrenziale e contribuiscano effettivamente alla salvaguardia ambientale. Lo stesso documento sfornato da Bruxelles tiene a precisare come "uno schema europeo diminuirebbe i fenomeni di distorsione della concorrenza e i potenziali ostacoli all'accesso potenziale sui mercati europei che si creerebbero se ogni Stato membro sviluppasse un proprio sistema". Nel quadro europeo, ciascun Paese avrà l'obbligo di elaborare e pubblicare ogni anno un prospetto delle emissioni delle aziende, che verrà esaminato e vistato da un gruppo di esperti. Nella tabella, ad ogni impresa verrà attribuito un determinato obiettivo di riduzione dell'inquinamento misurato in tonnellate di CO2. Per rispettare i propri impegni, le aziende avranno due opzioni alternative: o diminuire direttamente le emissioni oppure pagare altre aziende affinché riducano le emissioni anche per loro. E' prevedibile infatti che ci si troverà in una situazione in cui alcune imprese avranno difficoltà a tagliare i quantitativi di CO2 loro assegnati, mentre altre saranno in grado di andare addirittura al di là dei propri impegni, riducendo una quantità ancora maggiore di CO2. Da qui il principio della compravendita: le aziende meno virtuose potranno comprare un certo numero di diritti di emissione, cedendo in tutto o in parte i quantitativi loro assegnati alle aziende più innovatrici. Per facilitare il più possibile le transazioni a livello europeo, verrà istituito un apposito archivio elettronico che conterrà e aggiornerà tutte le offerte di vendita e acquisto di diritti di emissione nell'UE. Si parlerà dunque di una vera e propria borsa europea delle emissioni e sarà riservata esclusivamente alle industrie che emettono CO2 in grandi quantità. Si calcola che ad essere coinvolte saranno tra le 4.000 e le 5.000 imprese. L'obbligo di ridurre le emissioni e quello di investire in tecnologie eco-compatibili per le aziende che hanno ceduto diritti di emissione, ossia che si sono impegnate a ridurre anche per conto di altre aziende, dovrà essere rispettato a pena di multe salate: 1000 euro per ogni tonnellata di CO2 in più rispetto ai propri obiettivi, e due volte il prezzo di mercato dei diritti di emissione se l'industriale che li ha venduti non ha usato il ricavato per nuovi investimenti. Il sistema si applicherà inizialmente (dal 2005 alla fine del 2007) a tutte le imprese che generano emissioni di CO2 nei settori dell'energia, delle industrie dei metalli ferrosi, della carta e dei minerali. La Commissione europea dovrà anche esaminare l'opportunità di includere altri settori per il periodo 2008-2012, tra cui in particolare il settore chimico, l'industria dell'alluminio e i trasporti. Criteri
di attribuzione delle quote di emissione: Metodo
di attribuzione delle quote: |
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