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Rubrica "Giornali di sinistra"

...i mille volti dell'informazione di sinistra: no global, global, comunista, socialista, ulivista, internazionalista, yankee, antiamericana, cittadina, provincialista, pacifista, guerrafondaia, pansiana e bocchiana...

Il suicidio per L'Espresso

Sull'Espresso della prima settimana d'ottobre relegato a pagina 227, forse per un pizzico di vergogna, è spuntato un articolo che associa i suicidi ai governi di destra. Tale articolo comparso nella rubrica della "Salute" fa comprendere come quella dell'Espresso sia oramai precaria.
Il pezzo si sforza di spiegare che i governi di destra "...fanno passare la voglia di vivere." Da una discutibile ricerca australiana ed inglese che associa il suicidio al colore politico di un governo, un molto più discutibile giornalista, Roberto Satolli, afferma che in Italia non c'è questo rapporto, ma in quel di Trieste dal 1997 i suicidi sono diminuiti, grazie al fatto che l'ulivista, Riccardo Illy, era al comando della città.
Prescindiamo dal fatto che le ricerche, oggetto dell'articolo, sono semplicemente riassunte e non riportano nessun dato comparativo, se non un numero di morti suicidi, che francamente getta fango sulle vicessitudini umane e personali di uomini e donne, i quali, a nostro avviso avevano altro a cui pensare. Prescindiamo dal fatto che la scienza è, primariamente, analisi delle fonti. Prescindendo inoltre sul concetto di destra e sinistra, su cui ci sarebbe molto da dire, il governo dell'Ulivo è stato tra i più conservatori dell'Italia repubblicana.
Non prescindiamo che sul dolore di persone, colpite dalla più profonda delle tragedie, quella del porre fine all'esistenza, si possa fare speculazione politica. Infine, spieghi, il buon Satolli, di quale grande solidarietà sociale si è reso protagonista il governo di centro-sinistra: sulla rottamazione delle automobili? Sulla creazione della DIT? Sull'entrata nell'euro, facendo pagare una tassa agli italiani? Sull'abolizione di 6000 lire di ticket, che ha creato un buco sui conti sanitari?
Sull'incremento del lavoro iterinale?

Il saggio Bocca

Nella sua rubrica "L'Antitaliano", comparsa su L'Espresso del 23/05/02, Giorgio Bocca si lascia andare ad un attacco senza pari, usando armi proprie ed improprie, contro il governo. "Il governo non esiste, al suo posto c'è un comitato di affari clientelari..", dice Bocca. Il governo, dice il vecchio saggio, sta soffocando l'informazione, commemora i fascisti, fa vincere gli appalti pubblici alle aziende amiche (Datamedia). Si lascia andare a falsità dialettiche asserendo che il governo difende i protagonisti dei pestaggi a Napoli (Il governo difende i poliziotti, sempre; non difende i poliziotti condannati penalmente per pestaggi). Vi sono anche velate accuse di connivenza mafiosa. Mancanza di rispetto totale ed assurda verso quei 32 milioni di voti di italiani che hanno fatto vincere il centro-destra il 13 maggio 2001.

Una volta i vecchi saggi erano quelli a cui si poteva chiedere un consiglio spassionato, una guida moderata. Oggi sono i più violenti capopopolo che la storia d'Italia ricordi. Oggi sono dei rivoluzionari con bandana e fucile. Bocca, Biagi, Montanelli, una volta divisi su tutto, oggi, insieme, rivoluzionari zapatisti, armati fino ai denti.

In realtà il connotato "zapatista" si riferisce alla "zappa" del contadino, la quale i vecchi saggi farebbero meglio ad usare tra i campi amati d'Italia, come gli antichi consoli romani.

Non ci posso credere. "Forza ipocriti"

La rubrica del buon Rinaldi ne l'Espresso del 22/11/01, dà degl'ipocriti a tutti coloro che hanno organizzato e partecipato alla manifestazione pro USA del 10 novembre, rimproverando il centro-destra di aver fatto un'adunata di parte. Peccato per lui che fosse presente un deputato diessino, peccato per lui che sulle prime il buon Violante voleva partecipare. In più modi il centro-destra ha invitato il centro-sinistra, ma temendo una trappola i seguaci di quest'ultima l'hanno da subito boicottata. Certo è che il centro-destra poteva sforzarsi un pò di più nel coinvolgere l'opposizione, ma il mulo puoi spronarlo solo con del cibo.

La verità è, caro buon Rinaldi, che il mulo è una volpe: partecipare ad una manifestazione pro USA significava perdere milioni di voti. Cosa avrebbe fatto Cesare Salvi o Pecoraro o Diliberto o qualche volpe della Margherita nel caso in cui l'Ulivo avesse aderito...medita Rinaldi, medita.

Della serie da che pulpito viene la predica...

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