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HA VINTO? Analisi del voto 2003 E' sempre molto difficile analizzare il voto amministrativo in chiave di politica nazionale, tant'è che entrambe gli schieramenti rivendicano la vittoria di questa tornata elettorale. Il centro-sinistra cavalca la vittoria alla provincia di Roma ed il centro-destra le vittorie delle province siciliane. PROVINCE Nonostante la vittoria sul numero di voti complessivi alle provinciali del centro-destra, l'Ulivo insieme a Rifondazione Comunista e alla Lista Di Pietro vince la sfida dei presidenti. In ottica nazionale il numero totale dei voti: Il centro-sinistra ha ottenuto 2.315.197 voti contro i 2.532.033 voti del centro-destra. La Casa delle Libertà vince, quindi, con uno scarto di circa 216.836 voti. Sul numero di province conquistate la CDL subisce, invece, un'inaspettata sconfitta. Infatti, il centro-sinistra ne conquista 7 (Enna, Benevento, Foggia, Massa-Carrara, Roma, Siracusa, Caltanissetta) ed il centro-destra 5 (Catania, Agrigento, Messina, Palermo, Trapani). Delle tre province andate al ballottaggio come previsto Trapani è andata al centro-destra. A Caltanissetta è stato riconfermato il presidente uscente. Siracusa, invece, è stato un risultato sorprendente. Infatti, alla c.d. è mancato un esiguo 0,6% per vincere al primo turno, invece il candidato del centro-sinistra ha vinto al ballottaggio con il 61,4% dei voti. Cosa sia successo è stato francamente incredibile; di tutte le analisi possibili l'unica, che ha una certa obiettività, è l'astensionismo di gran parte dell'elettorato, che al primo turno ha votato per il candidato del centro-destra. I motivi che hanno indotto un allontanamento così massiccio tre i due turni elettorali sono a dir poco misteriosi... COMUNI Sul numero di voti (comuni capoluogo di provincia) l'equilibrio è pressoché totale 292.144 per il centro-destra e 292.200 per il centro-sinistra, ma il centro-sinistra vince di qualche migliaio di voti se si considerano i dati nell'elezione per il sindaco di Udine. Il c.s. vince anche sul numero di sindaci, infatti eguaglia lo scarto delle provinciali +2 sul c.d.. Nel complesso tutto era stato ampiamente previsto con l'esclusione di Pescara dove il candidato del centro-destra giunto al 48,1% poteva pescare voti su un 4% di elettori più vicini alla CDL. Così non è stato, infatti, gli elettori delle liste minoritarie si sono recati al mare, non incidendo per nulla sulla contesa. Questo comportamento è, a nostro avviso, di grave inciviltà civica, in quanto tutti coloro che si sono recati al primo turno dovrebbero scegliere al secondo turno i candidati maggioritari espressi dai loro concittadini. Se i candidati non piacciano si può votare scheda bianca o nulla esprimendo così il proprio dissenso. Il voto politico non è come le consultazioni referendarie, di cui l'astensione è una terza via prescritta dalla Costituzione, ma un dovere di ogni singolo cittadino. NEL COMPLESSO Il primo grandissimo elemento è l'affluenza alle urne del primo turno, che, dopo cinque anni difficilissimi per la politica, è aumentata di qualche punto alle provinciali (63,1%; prec. 61,3%) ed è rimasta invariata alle comunali 76,3%; prec. 76,8%). Questo dovrebbe far tacere tutti quelli che in questi anni continuano a parlare di disaffezione, di mancanza di democrazia, e di regime. L'Italia è una democrazia dell'alternanza matura, ed i suoi cittadini sono individui liberi con profondo senso di critica e di analisi. Infatti, tali opinioni non dovrebbero albergare se si considera anche il dato delle elezioni politiche del 2001 che ha raggiunto 81,3% degli aventi diritto. Il secondo elemento è legato al fatto che nonostante le enormi difficoltà di questi due anni di governo (G8 di Genova, 11 settembre, due guerre, crisi economica) gli italiani hanno ancora molta fiducia nel centro-destra. Sono, infatti, fiduciosi che questo governo possa mantenere le promesse fatte, ma sono pronti a togliergli il consenso se questo non rispetterà i patti. |
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