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Su
pacs e unioni di fatto
Sulle
unioni di fatto abbiamo un precisa idea basata sull'utile e sul necessario
e non sull'ideologico e sul religioso.
Siamo
contrari alle unioni di fatto per eterosessuali, siamo favorevoli a quelle
tra omosessuali.
Questa
distinzione ha la sua cifra nella forza del sentimento d'unione che lega
due individui.
Alle
coppie eterosessuali non è precluso in potenza alcun diritto, se
desiderano avere ulteriori diritti come esenzioni fiscali, diritti di
successione e quant'altro basta sposarsi in Chiesa o in Comune. Il matrimonio
non religioso, infine, non è un patto eterno, ma esiste il divorzio
di cui hanno usufruito oltre il 40% delle coppie italiane. Riteniamo,
quindi, non necessari i pacs per tali coppie, anzi porterebbero danno
all'istituto del matrimonio sui cui si fonda la tradizione di oltre tremila
anni.
Cosa
diversa per le coppie omosessuali, le quali sono private in potenza di
diritti, che il sentimento d'unione produce. Questa privazione è
data dal fatto, che, giustamente, le coppie omosessuali non possono sposarsi,
in quanto il matrimonio si nutre e si sostanzia nell'amore di generazione
di prole. Lo Stato, però, ha il dovere di proteggere e tutelare
i sentimenti d'unione come ha il dovere di proteggere e tutelare i diritti
dei nascituri e dei bambini.
In
tale contesto le unioni omosessuali devono essere legalizzate nella distinzione
dal matrimonio. Devono essere dati tutti i diritti di successione, di
reversibilità della pensione, di assistenza medica, di agevolazioni
fiscali e quant'altro, ma non è possibile che esse accedano a diritti
che nascono dallo scopo matrimoniale di generazione ed educazione di prole.
Non possono, in sostanza, adottare figli.
Legalizzare
significa rendere esplicito e chiarire, portare alla luce eventi e situazioni
che esistono. L'Italia per radici culturali ha un difetto intollerabile,
quello di nascondere e "fare finta di nulla". La democrazia,
invece, necessita di esplicitare ogni cosa difronte alla legge ed a tutti
i cittadini.
Le
coppie omosessuali esistono e producono diritti a cui bisogna dare risposta.
Nella loro esistenza, però, non producono tutti i diritti, perché
non sono in grado di generare prole. Legalizzare le unioni di fatto significa
colmare un gap democratico, senza, però, crearne un altro, danneggiando
il nucleo della società dato dal matrimonio tradizionale e dalla
famiglia.
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