Un Paese capovolto

L'Italia sembra un paese capovolto. Quest'immagine è data essenzialmente dalla classe giornalistica, che animata dal sangue omicida e dal "poteva essere una strage", si interessa di eccezioni, di meteo, di oroscopi e di quant'altro "sfiori come un gioco tattile il dorso delle cose."

Mai il giornalismo italiano dà risalto a ciò che è veramente importante, ma, semplicemente e desolatamente, insegue il litigio, lo anima, addirittura lo crea.

Tutti i santi giorni abbiamo esempi di questo comportamento. Oggi 21 agosto 2007 queste sono le prime pagine dei giornali:
- Corriere della sera: Il mistero di Chiara: indagato il fidanzato

- La Repubblica: Indagato il fidanzato di Chiara: "Facciano, sono tranquillo"
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Il Sole 24 ore: Crisi dei mutui Usa, in Europa e Asia procede la ripresa
- Il Giornale: Tasse, la rivolta degli industriali

Quattro giorni fa in Campania e precisamente a Conca dei Marini (Salerno) è crollata una terrazza abusiva in una zona d'Italia tra le più belle al mondo. Una persona è morta e due sono gravi. Quest'evento avrebbe dovuto scatenare un enorme indignazione morale e politica. Avrebbe dovuto squarciare il velo sull'abusivismo edilizio in Campania, dove si fa prima a contare quello che è abusivo rispetto a quello che è in regola. Si sarebbe dovuto arrivare fino alle dimissioni di Bassolino, re della Campania, che da decenni la governa. Invece, la notizia è stata relegata a mero fatto di cronaca.

Sperando che non sia un fatto politico, di nascondere, cioè, le gravi inadempienze e la scarsa cultura civica, di cui il governo Bassolino si è reso protagonista, riteniamo che si tratti di una "non novità" giornalistica. Intendiamo dire che il giornalismo italiano non è un "mastino" che individua problemi e li attacca in continuo per cercare di risolverli, ma è un "chiwawa", che si limita ad abbaiare in modo stridulo. Semplicemente per creare zizzania e litigio tra le parti.

Creare strutture abusive in zone che rappresentano un patrimonio non solo per gli italiani, ma per tutto il mondo è un reato equiparabile all'omicidio. L'abusivismo edilizio è una piaga non solo al sud Italia, ma in ogni zona del paese. Nel profondo nord avengono abusi edilizi sottili e furbi dove agricoltori compiancenti sfruttano i loro privilegi per poter costruire in zone agricole e, poi con funzionari catastali compiacenti, modificano la classe edilizia e vendono l'immobile al miglior offerente. Naturalmente questi raggiri consolidati non vengono partoriti dalle menti dagli agricoltori, ma sono il frutto delle masturbazioni di professionisti ben più avezzi alle pieghe delle leggi.

Il proprietario della villa si dice distrutto ed amareggiato, ebbene dovrebbe esserlo, ma in carcere. In un paese civile non capovolto chi è responsabile diretto ed accertato di un crimine deve andare in galera per un numero congruo di anni. La sua superficialità, il suo odio nei confronti del territorio, il suo tardivo moralismo nei confronti delle vittime rappresenta colpa grave e non può ammettere perdono. Sappiamo già che quest'individuo diventerà un eroe, perché è distrutto ed il suo cordoglio gli stride in gola!!! Stronzate!!! Non c'è perdono oggi, ma solo colpa e pena!!!

In Campania, come in quasi tutto il sud, l'abusivismo edilizio è la regola. Il territorio è devastato!! Ogni anno perdiamo un occasione di riprenderci quello che appartiene all'Italia e agli italiani. Ogni cittadino del nord dovrebbe sentirsi in obbligo a reclamare quello che gli appartiene: l'Italia meridionale.

Le colpe, comunque, ricadono anche in modo grave sulla politica, che rallenta le procedure di rilascio dei permessi, che non controlla i piccoli cantieri e non sorveglia quelle zone che hanno già dei vincoli paesaggisti e naturali. Nei comuni gli uffici tecnici sono male organizzati, con carenze di organico e, talvolta, con funzionari tangentisti, che agevolano le pratiche in base a quanto incassano.

Questa situazione deve finire...non possiamo andare al sud e vedere case in via di costruzione già abitate, scuole che crollano al primo terremoto, piloni d'autostrade che affiorano dal nulla, ville costruite a pochi metri dalla spiaggia. Non ce la facciamo più, siamo esausti...

Quest'evento tragico poteva essere quel vaso di pandora che fa scatenare un indignazione globale e generalizzata, ma il giornalismo pensa ad altro, pensa al "poteva essere una tragedia", pensa alle liti politiche sul nulla, pensa ai cani ed ai gatti...

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