Sulla Cina

Ha scandalizzato il centro-sinistra e la Repubblica Popolare Cinese la frase di Berlusconi a Napoli, il quale denunciava la morte violenta di bambini nella Cina di Mao.

Ebbene il Premier ha rappresentato la storia, ma in difetto rispetto le atrocità che ancor oggi vengono commesse in Cina.

Nel 2006 in Cina se malauguratamente si nasce femmina bisogna pagare una multa. Il problema sta nel fatto che solo il 5% della popolazione può permettersi di pagare, il resto deve disfarsi delle bambine. Non è fantasia o esagerazione vedere bambine morte per strada nelle campagne cinesi come l'Espresso qualche anno fa documentò.

Non è La-politica.net, ma Amnesty a denunciare che ogni anno vengono eseguite circa 10.000 condanne a morte. Nel febbraio 2005 "...una donna condannata alla pena di morte per reati di droga, è stata obbligata ad abortire mentre era in custodia di polizia, al fine di consentire che la condanna fosse eseguita “legalmente”, in quanto la legge cinese impedisce l’esecuzione di donne in gravidanza."

Oggi in Cina ci sono violenze sulle donne che scandalizzerebbero l'islamico più fondamentalista. Sempre Amnesty afferma "...gravi violazioni contro donne e ragazze, dovute all’applicazione della politica di pianificazione familiare che comprende aborti e sterilizzazioni forzate."

E' notizia di poche settimana fa, la tratta di organi espiantati da condannati a morte. Il governo cinese considera i condannati a morte sani come un enorme banca di organi. Questi vengono espiantati da individui vivi e venduti in varie parti del mondo. Per fortuna, l'ironia è d'obbligo, i condannati a morte sani non sono molti, perché le condizioni di vita delle carceri sono inenarrabili e quasi nulla si sa delle morti e delle torture nei lager cinesi.

La religione è impedita ovunque. "...Ad agosto (2005), Zhang Shengqi, Xu Yonghai e Liu Fenggang, tre attivisti protestanti indipendenti, sono stati condannati rispettivamente a uno, due e tre anni di reclusione dal Tribunale popolare intermediario di Hangzhou, per “divulgazione di segreti di Stato”. Le accuse riguardavano la diffusione di informazioni all’estero sulla repressione nei confronti dei protestanti e la chiusura di chiese non ufficiali nella regione." Amnesty

La Cina dovrebbe rappresentare per ogni Comunista italiano e per ogni sindacalista la prima battaglia da condurre. Una battaglia a favore dei diritti civili dei lavoratori, contro la sistematica repressione di qualsiasi forma sindacale. Nella Cina di oggi la rivoluzione marxista troverebbe il reale nutrimento. Ogni pacifista di sinistra dovrebbe stracciarsi le vesti e combattere contro la mancata tutela dei diritti elementari. Ogni membro dei centri-sociali nostrani dovrebbe abbandonare all'istante l'Italia e recarsi in Cina per combattere contro i soprusi, le stragi di massa, la repressione dei contadini, la distruzione dell'ambiente.

Tutto ciò non avviene! A sinistra molto flebile è la denuncia contro la Cina attuale, anzi si incensa il suo PIL e la sua forza economica, ma di quella forza noi non sappiamo che farne, perché, questa si, è grondante di sangue. Paradossale è che i più forti attacchi alla Cina vengano da un uomini di destra. Il più grande fautore in Europa dei dazi alla Cina e della critica a quel paese risponde al nome di Giulio Tremonti.

La Cina è un incubo, che purtroppo viene a pochi. Addirittura c'è chi, come Prodi, vuole aprire i nostri porti alle merci cinesi, prodotte dallo sfruttamento e dalle torture, dalla schiavitù e dalla sistematica distruzione delle risorse naturali.

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