Lo sconfitto!

Essendo La-politica.net un pò controcorrente non dedicherà l'articolo di prima a Silvio Berlusconi, ma al grande sconfitto di questi ultimi 10 anni della politica italiana: Romano Prodi.

Prodi rappresenta quella politica che mette al centro della sua azione esclusivamente lo Stato come entità divina e per esso tutto si deve fare anche tralasciare l'idea fondante dello Stato stesso, essere, cioè, costituito e costituente dai cittadini.

Questa politica preferisce il rapporto defict-pil al vita della famiglia con due figli da mantenere, preferisce l'avanzo primario piuttosto che la sicurezza delle persone nelle città. Romano Prodi incarna questa politica, che ha preferito i conti ed il rapporto lira-euro ai salari ed agli aumenti del costo della vita.

E' sconfitta una politica che considera l'evasione fiscale come un atto criminale, invece, di capire che chi fa evasione per la gran parte sono cittadini che altrimenti non potrebbero far sopravvivere la propria attività.

E' sconfitto, infine, tutto il mondo dei professori prodiani, che per mezzo punto di debito in meno strangolerebbero la propria madre...

Questo mondo ha distrutto gli italiani, la loro voglia d'intraprendere, le loro idee e la loro creatività. Aumentare di tre punti e mezzo la pressione fiscale in due anni significa aumentare tutti i costi di beni e servizi, significa aumentare l'evasione, impoverire le famiglie...

Perde anche la scarsa saggezza di uno psuedo statista, che all'indomani delle elezioni del 2006, guardando i tanto amati numeri non si rende conto che il Paese non solo era spaccato a metà, ma l'area di centro-destra era anche all'ora maggioranza. Un uomo saggio avrebbe proposto un accordo, una grande coalizione o almeno due cariche istituzionali al centro-destra. Tutti sanno come è andata...dopo due anni c'è un paese al disatro.

La storia ricorderà Romano Prodi in modo contrastato: ci sarà chi lo dipingerà come un grande economista che riusciva a far quadrare i conti che aumentava l'avanzo primario, lo coccolava e lo teneva al calduccio e ci sarà, invece, chi lo ricorderà come il più grave danno per la sorte dei cittadini italiani ed europei.

Naturalmente la crisi italiana non è solo responsabilità di Prodi, ma del mondo prodiano di cui fa parte una varia umanità che vanno dai Ciampi agli Amato, dai D'Alema ai Rutelli, tutti accumunati da uno statalismo dannoso che rende i cittadini precari non solo di lavoro, ma, soprattutto, di vita e di speranza.

La-politica.net non può che gioire di questa sconfitta, perchè viene sconfitta l'idea di Stato, lo statalismo e la pedanteria burocratica, viene sconfitta la liberalizzazione del niente e, soprattutto, la visione di uno Stato sganciato dai sui cittadini...

Attendiamo con fiducia il nuovo governo Berlusconi, che dovrebbe mettere in soffitta questo modo di far politica, cercando di risolvere il più grande problema italiano: l'inefficienza delle istituzioni, partendo dai Comuni fino allo Stato centrale...

Non sarebbe male che uno dei primi provvedimenti fosse il divieto assoluto di avere partecipazioni da parte di Stato, comuni, regioni, in aziende private di beni o servizi, questo inizierebbe a ridurre sprechi e aumenterebbe la concorrenza dei mercati per un reale abbassamento dei prezzi.

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