IL COMPLOTTO CIAMPI

Ciampi

Un anno e mezzo di governo inutile e dannoso per il Paese, fanno dedurre che si è costruito un cartello elettorale, si è vinto l’elezioni, si è costituito un governo non per risolvere i problemi degli italiani, ma per impedire che Silvio Berlusconi continuasse la sua azione di governo.

Il fallimento dopo pochi mesi di un programma di oltre 200 pagine testimoniano l’esclusivo e totalizzante nichilismo che ha animato ed anima il centro-sinistra nella sua proposta politica.

Il perdurare dell’equilibrio al Senato e l’assurda caparbietà con la quale il governo Prodi è ancorato alle poltrone fanno riflettere su ciò che anima il centro-sinistra. L’anti-berlusconismo è l’unico collante di una maggioranza politica divisa non solo sulle questioni fattuali, ma su quelle sostanziali ed ideologiche. Questo anti-berlusconismo viene culturalmente associato da gran parte del centro-sinistra all’anti-fascismo e alla dialettica servo-padrone di hegeliana memoria, vera anima del marxismo.
Personaggi come Furio Colombo testimoniano alla perfezione questo sentimento acritico e soggettivamente ansioso nei confronti della vita e dell’esistere dell’altra parte politica.
Animati da questo sentimento per gran parte del centro-sinistra tutto è legittimo e tutti i mezzi sono validi per combattere il Cavaliere.

La più grande azione anti-berlusconiana di questi ultimi anni è avvenuta prima delle elezioni del 2006 con la modifica della legge elettorale al Senato.
Il grande attore, pressocchè occulto, di questa azione è stato Carlo Azelio Ciampi.
Sul finire della scorsa legislatura mentre nelle Camere si discuteva la nuova legge elettorale uscivano sondaggi che indicavano una netta vittoria del centro-sinistra alla Camera dei Deputati ed un testa a testa al Senato. Altri sondaggi meno conosciuti e meno diffusi dalla stampa descrivevano una realtà leggermente diversa: un testa a testa alla Camera ed un netta vittoria del centro-destra al Senato. Alla Camera, però, il centro-sinistra era in vantaggio, perché l’azione dell’allora opposizione di denuncia contro il precariato aveva convinto la fetta di elettori compresa tra i 18 e i 24 anni, elettori che votano esclusivamente in quel ramo del Parlamento.

La prospettiva di due maggioranze diverse anche alla luce del fatto che la nuova e pessima legge elettorale aveva, però, il pregio di avere un premio di maggioranza a livello nazionale in entrambe le Camere, non faceva dormire sonni tranquilli al Capo dello Stato, “futuro” Senatore a vita del centro-sinistra. Infatti, Ciampi intervenne e vietò la firma delle legge se non veniva modificato il premio di maggioranza al Senato.
Questo aveva un chiaro disegno: solo una modifica in chiave regionale avrebbe potuto riportare in corsa il centro-sinistra al Senato, anche perché le ultime amministrative avevano visto una netta vittoria del centro-sinistra nelle singole Regioni.
Viene così creato un perverso meccanismo, definito non a torto “porcata”, che dava il premio di maggioranza calcolato sulla base della vittoria nelle Regioni.

Il gioco era fatto e la storia è conosciuta: il centro-sinistra vince di 24mila voti alla Camera ed ha una maggioranza di 100 voti, il centro-destra vince al Senato con 200mila voti ed incredibilmente il centro-sinistra ha la maggioranza di pochissimi voti, tra i quali anche quello di Carlo Azelio Ciampi.

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