Su Fahrenheit 9/11

Dopo che è stato digerito e rigurgitato abbiamo visto il capolavoro, premiato con la palma d'oro a Cannes, di Michael Moore, Fahrenheit 9/11.

Siamo rimasti interdetti, perché ad una prima parte delirante ed assurda con ricostruzioni false e collegamenti logici, che solo nella mente del regista trovano una coerenza, è seguita da una riflessiva e per certi versi profonda seconda parte, che mette a nudo il dolore e l'ipocrisia degli uomini, nonché il loro enorme cinismo.

Certo anche questa seconda parte, che ci ha stupito, è fine a stessa e non risolve i problemi che l'umanità sta vivendo.

Il film è pieno di errori e ricostruzioni assurde, di cui è inutile darne conto.

La natura malsana è nell'ossessione di motivare l'attacco alle torri gemelle come voluto dal sistema economico-politico, che oggi guida gli Stati Uniti d'America. Sembra quasi che l'11 settembre sia stato pensato, organizzato e messo in atto dalla stessa amministrazione Bush. Folle!!!

Mai una volta il film riflette sulla natura del terrorismo, sui suoi scopi, sulle sue tensioni, si preoccupa solo di far passare un'intera classe dirigente per sprovveduti ed ignoranti individui, che cercano solo di arricchire se stessi.

Il culmine negativo del film è raggiunto quando, poco prima di presentare la guerra all'Iraq, Moore affresca il paese di Saddam come la terra della felicità dove le donne ridono ed i bambini giocano.

L'Iraq era un inferno molto più di adesso...

Le strazianti notizie che oggi giungono dall'Iraq sono musica se confrontate con quelle che prima "non giungevano" dall'Iraq, che "non testimoniavano" l'enorme tragedia di un popolo condannato a vivere sotto un dittatore sanguinario e feroce.

Amnesty, che oggi è tutta protesa a condannare gli USA, solo qualche tempo fa denunciava 8000 individui scomparsi ogni anno in Iraq, denunciava torture inenarrabili, condanne collettive, individui riempiti di benzina e fatti esplodere per divertimento, fosse comuni, stermini di interi popoli. QUESTO ERA L'IRAQ

Moore è il solito idealista di turno, che nulla sa dell'uomo, ma tutto vorrebbe che facesse per corrispondere alla sua idea. Condanna Bush, reo di essersi servito del dolore per i suoi scopi e fa la stessa identica cosa USANDO il dolore di una madre, che ha perso un figlio in guerra.

Quanto agli interessi economici...visitate il sito www.michaelmoore.com ... soprattutto lo "store".

Solo il tempo solleverà i dubbi e darà i suoi responsi. Oggi, però, abbiamo un fatto nuovo a cui anche il buon Moore non può che chinare il capo: le elezioni democratiche in Afganistan...

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