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Il governo dei lettori di sinistra Che dio ce ne scampi... I lettori on line dell'Espresso sono stati arruolati nella più terrificante delle iniziative. Il Fantagoverno. Ogni elettore esprime le sue preferenze in una rosa di politici e personaggi della vita sociale che sono emersi dai primi tre mesi di pubblicazione. Il governo che ne esce non solo rappresenta l'esecutivo più reazionario e statalista che la politica italiana possa offrire. Il governo che ne esce è così composto: Sergio Cofferati, primo ministro, Marco Pannella, Vice Presidente del Consiglio, Massimo D'Alema agli esteri e Violante agli Interni, Diliberto alla Difesa e udite, udite Francesco Saverio Borrelli al Ministero della Giustizia, Visco e Bersani ai Ministeri economici, Vattimo all'Istruzione, Fausto Bertinotti al Welfare, e Niki Vendola alle politiche agricole, Pecoraro all'ambiente, Antonio Di Pietro ai trasporti e Grillini alla salute, Dario Fo alla cultura e incredibile, ma vero Michele Santoro alle comunicazioni. Tale governo non solo rappresenterebbe una tragedia bibblica per il paese, ma abbatte qualsiasi tentativo dell'opposizione di creare una reale alternativa di governo al centro-destra. Immaginate Di Pietro che progetta le opere infrastrutturali del paese, Borrelli, che incarcera tutti gl'imprenditori milanesi, Bertinotti che estende l'articolo 18 ai disoccupati e confisca i terreni dei contadini padani, Niki Vendola, che statalizza il Parmigiano reggiano, Pecoraro che pianta alberi ai lati della pista di Malpensa e Dario Fo che inaugura mostre e musei proferendo discorsi di cui nessuno capisce il senso. A parte gli scherzi su di un'esecutivo impossibile, l'iniziativa del periodico, più importante del centro-sinistra, si è ritorta contro quanti aspirano a riformare da sinistra il paese, quanti cercano di creare una vera alternativa di governo. Tutto ciò getta oscure ombre sulla possibilità di fallimento del centro-destra nell'attuale periodo politico, in quanto una caduta di Berlusconi getterebbe il paese in una vera crisi politico sociale. Rinnoviamo al centro-sinistra l'invito ad abbandonare i massimalisti di sinistra, con i quali nessuna alleanza è possibile, perché nessun programma può essere condiviso se i valori e le regole di questa società non sono accettati, anzi sono messi in rivoluzionaria discussione. |
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