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La sua battaglia
Dopo le tre condanne capitali di qualche mese fa, che colpirono tre giovani cubani, colpevoli di volere una vita migliore. Il dittatore caraibico ha ripetuto l'operazione uccidendo altri tre suoi concittadini. Anche questi disperati sono stati assassinati mentre cercavano di dirottare un traghetto verso la Florida. Queste morti fanno da macabro contraltare ad una difesa della rivoluzione comunista, in pericolo a causa delle politiche globali dell'amministrazione Bush. Infatti, Fidel "Hitler" Castro racconta al suo popolo che il vero assassino dei dirottatori sono gli Stati Uniti, colpevoli di affamare Cuba ed i cubani. Francamente non riusciamo più a comprendere come il fiero popolo caraibico possa ancora sorbirsi le "balle" del Lìder Maximo, come questo desista dall'insorgere quando i suoi figli muoiono per ridicoli motivi ed i suoi intellettuali vengono arrestati, perché desiderano la libertà di associarsi e quella di stampa. E' assurdo come il fiero popolo caraibico non combatta contro un regime che incarcera individui solo perché leggono libri proibiti. Vi sono suoi cittadini condannati a 28 anni di carcere, perché sorpresi a leggere De Tocquiville. Ogni filosofia politica legata al modello sociale viene abbattuto da queste morti, nessun comunismo può permettere la morte di membri dello Stato. La rivoluzione, che ancor oggi Castro ostenta, nasconde la battaglia nazista di dominio e di mantenimento del potere. Nessuna economia, nessuna politica globale può essere tirata in ballo per motivare tali efferati delitti. La comunità internazionale non può più permettere questo abominio, deve ribellarsi. Il presidente Bush e il presidente Berlusconi, in qualità di presidente dell'Europa, devono farsi carico di proporre una risoluzione ultimativa alle Nazioni Unite ed alla Nato. Se le Nazioni Unite non possono intervenire per il veto russo e cinese, deve agire la Nato, intimando l'abdicazione di Castro e del suo regime illiberale. Nessun modello sociale che garantisce una buona sanità ed una buona scuola può bilanciare l'assenza di libertà, l'impossibilità di discutere di temi politici, di indire manifestazioni, di creare partiti politici, di avere una stampa libera. Come abbiamo già ripetuto in altri articoli il regime comunista cubano deve cadere prima che Castro muoia. Il Lìder Maximo deve assistere alla caduta della sua utopia illiberale, del suo stato fantoccio, costruito da automi del lavoro e da cittadini subalterni ad un oligarchia ipocrita, che spaccia il dominio e l'autoritarismo con il bene del popolo e la rivoluzione sociale dei deboli. |
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