La morte in guerra dell'Ulivo!

(N.B.: la foto usata non è lesiva dell'onore del militare riportato, in quanto l'originale ritrae il soldato stesso vivo e sorridente e la fossa è, come si nota dalla mitragliatrice, una trincea)

Lo si andava dicendo da tempo vi è una profonda differenza tra l'insieme dei due poli. Da un lato il centro-destra è diviso su diverse questioni pratiche e di metodo, dall'altro il centro-sinistra è diviso sulla teoria e sulla sostanza.

La lotta al terrorismo internazionale ha spaccato l'Ulivo e ne ha decretato la morte, non per il problema in se, ma per le diverse visioni del mondo che convivono nel centro-sinistra.

Se un uomo ed una donna, che lavorano insieme, si piacciono perché condividono un unico ideale: l'odio per il capoufficio. In nome di questo ideale si incontrano e dopo poco decidono di sposarsi, ma "lui" è persona molto religiosa ed osservante mentre "lei" è atea e libertaria. Iniziano così a litigare, non sul divano che sta bene nella futura casa, ma sul rito che deve celebrare il loro matrimonio o sull'educazione da dare ai loro futuri figli.

Quindi, non potranno mai convivere serenamente, perché in ogni decisione della vita verrano in contrasto a causa della loro diverse weltanshaung (visione del mondo).

In modo analogo l'Ulivo è un matrimonio tra persone di natura diversa da un lato i centristi e una parte DS, che credono nel mercato, hanno fiducia nella società di oggi e credono nella libertà economica, dall'altro i verdi, i comunisti tout court, e, questo è il grave, una parte cospicua dei DS, i quali mettono in discussione la società contemporanea ed i suoi valori, non credono nel mercato e mal sopportano la libertà economica d'acquisto e di vendita.

Affidare il paese a questa coalizione sarebbe stato un disastro per l'Italia, perché non sarebbero stati uniti nelle decisioni importanti e determinanti per il futuro assetto mondiale.

Il giudizio sul governo Berlusconi è appena sufficiente per varie ragioni tra le quali molte sono dovute a colpe precedenti ed esterne, ma su una fatto non si può non convenire: questo governo è riuscito a ritagliarsi una posizione di enorme prestigio e valore internazionale e soprattutto la maggioranza che lo sostiene ha un unico indirizzo d'intenti.

Per quanto il centro-sinistra critichi questo fattore, il prestigio internazionale è fuori discussione. Su questo non vi sono teorie ma fatti:

-sull'accordo Nato-Russia è stato Putin, premier Russo, ha rimarcare il fondamentale ruolo svolto dal governo italiano, queste le sue parole: "...grazie all'Italia si è raggiunto un accordo che pochi mesi prima era impensabile"

-prima dell'intervento in Afganistan il premier inglese, Blair, tornando dai colloqui in India e Pakistan, ha visitato come primo leader europeo il capo del governo italiano

-sulla questione mediorientale la proposta dell'Italia è la più considerata

-sempre in questa chiave il più importante leader arabo moderato, il premier egiziano, ha visitato per primo il premier italiano

-in Europa le scelte del governo italiano stanno impedendo che i burocrati si impossessino della UE, nel tentativo di creare un Europa che guardi alle differenze dei popoli europei nell'unione del concetto "europa". In nessuna questione europea il governo italiano era isolato, ma aveva d'accordo sempre un buon numero di paesi.

Infine, questo è molto meno rilevante, ma anche le curiosità possono stimolare la riflessione, per la prima volta dal 1946 un capo di governo italiano è stato accolto nella residenza estiva del Presidente degli USA.

Della vittoria del centro-destra il paese di certo ci ha guadagnato in campo internazionale, per quello che riguarda l'interno la fiducia è ancora molto alta anche se in leggero calo. Di certo la scadenza di metà legislatura darà un giudizio esaustivo sul governo Berlusconi per quanto riguarda la politica interna, ma già oggi il giudizio per quella estera non può non essere superlativo.

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