La
devianza della sinistra

C'è
una devianza che attanaglia le menti di coloro che detengono l'elité intellettuale
e politica della sinistra italiana: la consapevolezza profonda che il
cosiddetto "popolo" o la "gente" sia un ammasso di ignoranti incapaci
di filtro critico e senza capacità di discernimento.
Ciò
si evince da molteplici fatti, il primo dei quali è il totale e assoluto
non riconoscimento della legittimità al governo di centro-destra.
E'
sacrosanto dire che questo governo non piace per determinate ragioni,
ma non è altrettanto legittimo definire il governo e la sua maggioranza
attualmente in carica un associazione criminale e mafiosa come avviene,
ad esempio, sull'ultimo numero di Micromega, dove è presente un articolo
dal titolo "Forza Italia, Forza Mafia!".
Questo
convincimento lede profondamente tutti i principi democratici, ma soprattutto
lede il rispetto che si deve cristianamente nutrire verso l'altro.
Quando
si espone questo concetto ai cittadini di sinistra, questi rispondono
che anche Silvio Berlusconi definiva l'amministrare di centro sinistra
un regime illiberale.
La-politica.net
ha compiuto molte ricerche sul tema e l'attuale premier non ha mai parlato
di regime fino a quando non è caduto il governo Prodi e la legislazione
è immoralmente continuata senza tornare dai cittadini a chiederne conto.
L'altro
aspetto che rafforza il convincimento è la indefessa idea che Berlusconi
abbia vinto le elezioni grazie al suo potere mediatico. Sovente La-politica.net
riceve lettere che denunciano come l'elettore del centro-destra deve aprire
la mente, perché "sua emittenza" se ne è impossessato.
A tali
argomentazione spesso si controbatte: "in che modo?" La risposta
oscilla tra il ravvisare la causa nella leggerezza dei programmi televisivi
e nel considerare come alcune trasmissioni siano manipolate per "subliminare"
nella mente dell'individuo un modello predisposto di comportamento.
Queste
considerazioni sono assurde per moltissimi aspetti, il primo dei quali
è da ricercarsi nell'informazione stessa. L'informazione è
di massa non semplicemente nel accezione che giunge a tutti, ma nel senso
legato al concetto d'abbondanza.
L'informazione
è gigantesca, non solo perché ha infiniti canali, ma soprattutto
perché ha molteplici fonti. Lo stesso "evento" viene
scomposto in diversi "punti di vista", viene sviscerato fino
a quasi, questo è forse il limite dell'attuale informazione, farlo
scomparire in se.
Il
telespettatore/lettore ha, quindi, giovamento da tale abbondanza per il
semplice motivo che percepisce più "punti di vista".
Non di rado capita che trasmissioni televisive a forte orientamento di
centro-sinistra vengano ascoltate da molti elettori del centro-destra
e viceversa.
La
passività in tutto ciò può anche esserci, ma difficilmente
il numero di persone che non ha una precisa idea su di un determinato
argomento supera il 10-15% del totale.
La
devianza, di cui si cerca di argomentare, ha, però, origine in
un concetto marxista-comunista: l'uguaglianza informe della massa. In
tale concetto, che è alla base dell'economia comunista della ridistribuzione
paritetica delle risorse, si fonda l'annullamento dell'individuo nello
Stato.
La sinistra, soprattutto quella massimalista, ha dentro di sé questo
concetto di uguaglianza della massa rispetto ad un determinato evento
politico-economico e ne ravvede la natura nell'elettore di centro-destra
annullato nella figura e nel modello berlusconiano.
Tutto
ciò è improbabile sia concettualmente che praticamente in
quanto il soggetto, oggi e solo oggi con la comunicazione di "MASSA",
è diventato libero dall'oggetto e dal dogmatismo politico-religioso.
Il soggetto individuale è l'idea stessa della politica come flusso
democratico e alternativo delle legge.

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