Un altro intellettuale...

Ci risiamo, un altro intellettuale dice la sua sul governo e su questa, per la verità non ben motivata, opposizione alle modifiche dell'art.18. Questa volta, però, tocca ad un intellettuale economista, Paolo Sylos Labini, il quale rilascia una bella intervista al Corriere della Sera. Subito il noto economista esclude che lo scontro in atto sia sul merito, ma perentoriamente afferma: "si tratta di uno scontro ideologico".

Allora il bravo giornalista domanda se stia mettendo sotto accusa Cofferati, ma Labini controbatte: "...è proprio il contrario: è il governo che sta facendo ideologia...", perché vuole distruggere il sindacato e il pio Cofferati cerca solo di resistere ad un invasione barbarica. Su questo primo punto si ricorda al buon Labini, che il primo ad alzare i toni del confronto è stato il "capo" della Cgil. Infatti, il giorno dopo che il governo al tavolo delle trattative aveva proposto la sospensione limitata e controllata dell'art.18, il pio Cofferati in una conferenza (registrata da giornali e televisioni) andava a dire che il governo voleva abolire lo statuto dei lavoratori e rendere più facili i licenziamenti. Forse se Cofferati non avesse fatto demagogia poteva anche convincere il ministro Maroni a rivedere le proposte.

Tant'è, il primo ad abbandonare il dialogo è stato Cofferati non il governo. Addirittura quest'ultimo, a nostro avviso, non si aspettava un opposizione così radicale, visto il carattere marginale della riforma dell'art.18.

A questa premessa, che come molti altri attacchi al governo sono privi di contenuti con i quali confrontarsi, Sylos Labini fa seguire un altro volgare accostamento tra questo governo ed il fascismo, dicendo che il fascismo non divenne regime nel '22, ma nel '25. Ricordo al Sylos che il fascismo nel '22 iniziò a prendere il potere con la violenza e con l'assasinio, questo governo ha preso il potere con libere elezioni democratiche. Ricordo, inoltre, come si è ricordato a Flores D'Arcais, che l'antifascismo è un valore di tutti gli italiani e non solo di una parte.

Gli intellettuali sono lontani mille miglia dal capire la società in cui vivono, sono gli inattuali per eccellenza. Della società non ne sanno un bel niente, perchè la loro concettualità è eremitica e solitaria. Sylos Labini dice che ha il polso della società, La-politica.net ritiene, invece, che non ne abbia nemmeno un'unghia.

Solo chi sa poco della società in cui vive può dire che i pilastri della democrazia sono la magistratura, l'informazione e i sindacati. In realtà quelli che Sylos definisce come pilastri sono i mattoni della società, le pietre angolari, i veri pilastri della nostra società sono le Elezioni dove il cittadino esprime il suo essere rappresentato e di seguito il Parlamento. Se Sylos Labini non è convinto di questi due ed unici pilastri, egli ha una visione di comodo della democrazia.

Sylos, continuando la sua intervista, ammette che le divisioni nella maggioranza di governo sono più grandi di quelle che ci sono nella sinistra. Tutto ciò è paradossale!!!

Il centro-destra se litiga, litiga sui toni e sugli accenti, mai sui contenuti profondi, sulle idee e sulle convinzioni. Nella sinistra non vi è una divisione, vi è un abisso: una parte crede in questo mercato, nei valori delle democrazie occidentali, un'altra, invece, è antimperialista, vive ancora nella dialettica servo-padrone, è contro il capitale e contro il mercato, è contro la Nato.

Alla fine l'ottantenne Sylos Labini si lascia andare ad un simpatico "governo truffaldino", ma l'aggettivo che si dovrà dare al governo lo si potrà dare tra quattro anni, quando gli italiani torneranno a votare.

Home page / Filosofia / Interno / Esteri / Partiti / Società / Archivio / Advertising

I contenuti e i disegni del sito sono regolati dal diritto d'autore, le foto di questo sito sono in ROYALTY FREE

Postmaster