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La Cgil con Chàvez Recentemente la Cgil, grande paladina dei deboli e degli oppressi, grande anfitrione della lotta ai regimi, grande associazione della difesa dei diritti, ha preso posizione sul conflitto politico-sociale venezuelano. Ebbene da grande paladina dei diritti ha espresso la sua vicinanza al presidente Chàvez. Ci è giunta per conoscenza una lettera, spedita dal Venezuela al più grande sindacato italiano, che ci spiega, a nostro avviso, come effettivamente stanno le cose. 16 gennaio Sono un italiano che vive in Venezuela, anche se saltuariamente, da circa 5 anni, praticamente come “turista” o se vogliamo solo per ragioni affettive, dato che in questo paese non ho nessun interesse politico, sociale, economico. Per mia sfortuna sono stato spettatore di tutto quanto è successo da quando Chàvez è stato eletto presidente della repubblica. Dico per mia sfortuna, anche se soprattutto è per sfortuna di questo paese, dato che ho assistito alla sua lenta ma inesorabile rovina, tradito giorno dopo giorno da un uomo che aveva promesso di eliminare la corruzione (e proprio per questo era stato eletto) e l’ha decuplicata a favore suo personale e dei suoi sostenitori, che aveva promesso di eliminare povertà, disoccupazione e delinquenza, ma siccome non ha destinato a questi scopi nemmeno un bolìvar, è riuscito solo a peggiorare estremamente le cose, fino a quando, già dallo scorso anno, la gente si è resa conto dell’errore commesso ed ha cercato di correre ai ripari. Così sono iniziate le proteste, gli scioperi, il tentativo (fallito purtroppo) di allontanarlo dalla scena politica nello scorso aprile e tutto il resto che conosciamo. Dico “che conosciamo” qui in Venezuela, ma che certamente non conoscete voi, dato che “finalmente” (Dio mio! Che bestemmia!) vi siete schierati dalla parte di Chàvez. Cito quanto ho letto: “con questa lettera, chiaramente si dichiara che lo sciopero in corso non ha la legittimità che proclama perché punta a destabilizzare un governo che è stato democraticamente eletto”. Posso fare una domanda? Spero di si, ma soprattutto spero che mi rispondiate. Quando, ai tempi di Hitler, sono nati i primi movimenti a lui contrari, erano anche questi movimenti “illegittimi”, dato che anche Hitler era stato democraticamente eletto? Cosa deve fare un popolo che si vede alla deriva per colpa di un presidente e di un governo che giorno dopo giorno mentono spudoratamente su tutto e su tutti, per cercare di uscire al più presto da una crisi che lo sta affogando? E se affermo che si tratta di menzogne non è perchè me lo ha detto qualcuno: le sento tutti io personalmente tutti i giorni e sono arrivato al punto di evitare di ascoltare radio e televisione perchè, di fronte a menzogne spudorate e senza la possibilità di dire “Ma guarda che non è così!”, oppure più semplicemente: “Ma guarda che ieri hai detto proprio tutto il contrario!”, uno si sente indifeso, umiliato, preso in giro e calpestato, senza la minima possibilità di difesa o di replica. E adesso vengo a sapere che la Cgil afferma che è lui che ha ragione. Ha ragione, quindi, secondo voi, e ha fatto bene a far licenziare circa 2.000 (si, non mi sono sbagliato di zeri... proprio duemila, lo scrivo anche in cifre... e lo ha affermato lui stesso oggi, giovedì 16 gennaio, nella conferenza stampa all’ONU) dipendenti della PDVSA, l’azienda petrolifera, per mettere fine al “golpe petrolero”... La differenza tra gli scioperi degli operari della FIAT ed i petroleros venezuelani è “solo” che gli operai della FIAT non chiedono le dimissioni di Berlusconi, ma solo di conservare il posto di lavoro? Allora, se chiedessero anche le dimissioni di Berlusconi, sarebbero anche da voi definiti “golpisti metalmeccanici”? Dove è finita la difesa al diritto di sciopero? Un diritto che io ho sempre ritenuto sacrosanto in tutte le democrazie..., all’improvviso la Cgil dice che nel caso dei Venezuelani non esiste, non è così, dato che Chàvez (come Hitler continuo a dire io) è stato democraticamente eletto!!! Cari signori della Cgil, non sto a raccontarvi la storia della mia vita perchè non vi interessa, ma forse vi interesserà sapere che fino al 14 di gennaio (l’altro ieri) ho sempre pensato e fatto riferimento al vostro sindacato come a un sindacato che difende i lavoratori in qualsiasi circostanza. Mi auguro che i lavoratori
italiani non debbano mai protestare scioperando contro un governo al quale
chiedano di dimettersi, per non essere definiti “golpisti” dalla stessa
Cgil. Non voglio aggiungere altro, perchè mi rendo conto che la mia indignazione
è tale che, se continuo, il fegato mi si ingrossa ancora di più. Questa
lettera, come avrete visto, è piena di punti interrogativi: chissà se
avrete almeno la signorilità di rispondere a qualcuna delle domande che
ho fatto. Spero di non essere uscito, con il mio sfogo, dai binari della
correttezza . Meditate gente!!! Altri articoli e lettere sulla situazione Venezuelana:::> VAI |
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