Sciopero liberticida?

Prima dell'avvento del governo Berlusconi lo sciopero generale veniva fatto perché alcune iniziative del governo venivano a danneggiare degli interessi specifici. Ad esempio sulla scala mobile i lavoratori persero dei privilegi, e quindi, legittimamente proclamarano e fecero uno sciopero generale.

In quest'anno sono stati fatti due scioperi generali: uno il 16 aprile e l'altro il 18 ottobre.

Ebbene questi scioperi sono stati fatti senza motivazioni concrete. La Cgil ha quasi 5 milioni d'iscritti, più della metà sono pensionati il resto sono per la grande parte dipendenti pubblici. Fino ad oggi nessun diritto degli iscritti al più grande sindacato italiano è stato leso dal governo in carica. Nessuna revisione delle pensioni, nessun licenziamento, nessuna diminuzione dei diritti.

Tutt'altro, ad esempio, dal 1° gennaio 2003 un pensionato che guadagna 7.500 euro lordi non pagherà più tasse e tale somma diventerà netta.

Gran parte dei dipendenti pubblici hanno avuto in questi anni piccoli aumenti e l'obiettivo e la speranza sarebbe di incrementare le buste paghe, soprattutto degli insegnanti.

Allora perché la Cgil sciopera? Semplicemente per politica, per non condivisione. Ciò è assurdo: la lotta sociale, gli scioperi devono essere fatti quando vengono meno dei diritti come diminuzioni di denaro o aumento delle ore di lavoro.

Uno sciopero (limitare la libertà altrui per diffondere del malessere proprio) è qualcosa di forte, che non può essere fatto in maniera semplicistica e poco motivata come appare.

Le ragioni espresse dalla Cgil sono deboli e soprattutto mancano di concretezza. Si può benissimo affermare: "...il governo è incapace." Oppure fare delle critiche ai provvedimenti che non riguardano direttamente gli iscritti della CGIL, ma non si può costringere gran parte degli italiani ad essere limitati nella propria libertà di spostamento o d'iniziativa anche solo per un giorno.

In più la Cgil si sta rendendo protagonista di qualcosa d'estremamente grave: lo svuotamento concettuale dello sciopero. Lo sciopero è un momento fondamentale della democrazia, ma la Cgil lo sta svilendo ed attacando.

Non riesce a motivarlo concretamente e si appella ad assurde dichiarazioni di guerra.

Sul sito del sindacato www.cgil.it compare un enorme banner contro la finanziaria , ebbene come si fa a criticare ciò che deve ancora essere discusso. E' totalmente assurdo!!!

Questo fa capire come la Cgil abbia un comportamento pregiudiziale e come il suo modo di agire metta in serio pericolo i valori democratici e civili. Riportiamo di seguito le motivazioni "per" lo sciopero generale che il sindacto ha diffuso:
"...- l'Italia dei diritti e della coesione sociale
- uno Stato sociale universale e moderno
- una scuola e una formazione per tutti e di qualità
- uno sviluppo basato sulla ricerca, l'innovazione ed efficienti infrastrutture di sistema
- un Sud che non veda interrotto il cammino di una speranza fatta di lavoro, di reddito, di legalità
- un futuro di lavoro tutelato per tutti i giovani: un'Italia in cui il valore del lavoro diventi un valore per tutti."

C'è qualcosa di più astratto e banale delle cose espresse? Si continua indicando le ragioni contro:
"...- la modifica introdotta all'articolo 18 con il Patto per l'Italia
- una Finanziaria che non punta allo sviluppo e all'equità, che prevede tagli dove ci vorrebbero investimenti (scuola e sanità), che, violando la Costituzione, riduce finanziamenti, ruoli e poteri di Regioni e Comuni
- una Finanziaria che assicura entrate con un condono fiscale che premia i disonesti e con cartolarizzazioni che svendono il patrimonio pubblico per fare cassa, mettono a rischio i beni culturali e ambientali, stimolano affarismo e corruzione
- una Finanziaria che alla crisi economica in atto non oppone alcun disegno di politica industriale, di sostegno agli investimenti, di sviluppo per il Sud
- le deleghe che cambiano profondamente, e in peggio, mercato del lavoro, previdenza e fisco. E contro quelle che destrutturano la tutela dell'ambiente e della salute nei luoghi di lavoro
- lo stanziamento in Finanziaria di risorse per i contratti del pubblico impiego inferiori a quanto serve
- la conferma di un tasso d'inflazione programmata all'1,4 per cento, che assesta un ulteriore colpo alla politica dei redditi e mette in difficoltà l'intera stagione dei rinnovi contrattuali."

Sull'art. 18 si rimanda agli articoli già scritti per lo sciopero di aprile, sul resto è palese come in mancanza d'altro si critica ciò che dev'essere ancora discusso dal Parlamento. Come si fa a dire che la finanziaria prevede tagli e condoni, quando ancora sul merito bisogna discutere ed approvare.

La frase "...lo stanziamento in Finanziaria di risorse per i contratti del pubblico impiego inferiori a quanto serve" non significa assolitamente nulla. Come si fa a dire "...inferiori a quanto serve" se si sta ancora discutendo sulle cifre e sui vari interventi.

Il tutto ci sembra frutto di pressapochismo e di superficialità, di iniziative che per prime rovinano la reputazione ed il rispetto di chi dovrebbe garantire per prima cosa la pace sociale, la solidarietà tra tutti gli italiani.

Infine sempre sul sito http://www.tutogliiofirmo.cgil.it/firme/ vi è una form per la raccolta firma per i referendum contro l'art.18. Ricordiamo alla Cgil e a chi sottoscrive che quelle firme non sono valide, perché la legge prevede che le firme debbano essere autenticate al momento dell'apposizione da un pubblico notaio

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