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Perché i sindacati scioperano?Qualcuno si è chiesto, perché i sindacati bruciano la carta dello sciopero generale a neanche un anno dall'inizio della legislatura? Qualcuno dirà per combattere contro chi vuole togliere le tutele ai lavoratori, ma i provvedimenti attuali del governo non vanno in questa direzione, perché lasciano intatte le garanzie. Allora perché si sciopera per delle norme transitorie e limitate? Perché i sindacati sono intransigenti a priori sulla non applicabilità dell'art.18 in determinate circostanze? La risposta è duplice: per potere e per paura Per potere: fino a quando vi saranno problemi (disoccupazione, salari bassi, ect.) i sindacati saranno al potere, che motivo ha di esistere un sindacato se il mercato del lavoro non è problematico? Più problemi ci sono più i sindacati sono forti e macineranno iscrizioni. Il nostro tasso di disoccupazione si aggira al 9%, farlo scendere all' 8 o al 7% significa gioco forza indebolire i sindacati (quest'ultimi naturalmente a parole auspicano un aumento dell'occupazione, ma alla fine vivendo nel nichilismo della problematicità implicitamente lo rifiutano, perché verrebbe meno il loro potere) Per paura: i sindacati sanno che nei paesi dove l'art.18 non esiste vi è un occupazione altissima (U.K., U.S.A., ect.), sanno altresì che queste modifiche proposte dal governo faranno diminuire l'occupazione e saranno la prova ed il preludio dell'abolizione dell'art.18. Come si farà ad essere contro l'abolizione dell'art.18, se solo delle piccole modifiche hanno ridotto di qualche punto il tasso di disoccupazione? I sindacati, però, sono in buona fede perché credono a priori nelle tutele dei lavoratori. Il governo crede nelle tutele, ma è disposto a sacrificarle per migliorare la situazione del mercato del lavoro italiano. Anche il precedente governo di centro-sinistra credeva nelle tutele, ma le ha sacrificate implementando il lavoro iterinale, infatti, ha avuto ragione, perché il tasso di disoccupazione è sceso di qualche punto, ma al tempo stesso ha avuto torto perché non vi è nulla di più precario che il lavoro iterinale. Invece, questo governo vuole varare delle norme che riducano il tasso di disoccupazione, ma che non siano troppo precarie per il lavoratore. Infatti, cos'è più precario un lavoro itinerale o un vero contratto di lavoro anche se si ha la possibilità di venire licenziati? |
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