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| Benigni
e Socrate
Nella sua ultima apparizione televisiva il comico nazionale, Roberto Benigni, ha reso omaggio a Socrate, citando un passo dell'Apologia. Lo scopo era chiaro: attaccare Berlusconi, rappresentando il più grande esempio di "giustizia" che la storia umana ricordi. Invitiamo il lettore a leggere il nostro intervento sulla filosofia di Socrate, dal quale ricaviamo il totale fraintendimento, che Benigni fa della vita e dell'agire socratico. Socrate condannava sovente le leggi dello stato, in quanto a suo dire non privilegiavano la virtù ed il sapere, inoltre, molti concetti come la dinamicità del logos e la prevalenza dell'oralità rispetto alla cultura erano rivoluzionari per una società, che oggi si definirebbe "dogmatica". Socrate beve la cicuta e, soprattutto, evita la fuga per rafforzare le sue idee ed immolare la sua vita per una polis migliore e non per appiattirsi a leggi dello stato, considerate ingiuste. Infine, Benigni stravolge in modo assoluto il pensiero socratico introducendo il concetto di dio. In Socrate tale concetto è inesistente ed improponibile. Nell'epoca socratica si può solo parlare di fato con caratteristiche molto lontane dall'attuale personalizzazione divina e più vicine alle teorie panteistiche. Benigni è il comico dell'italiano medio, il quale si sente a proprio agio ad ascoltare argomenti seri ed ardui in contesti ludici, senza approfondire e senza far fatica in concetti ed idee, che nulla hanno a che fare con la bassa e, soprattutto, inutile satira. |
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