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analisi del voto 2004
Ribadiamo un concetto dirimente, per qualsiasi analisi elettorale che desideri avvicinarsi ai reali orientamenti dei cittadini: non è possibile confrontare elezioni diverse, anzi non è "ontologicamente" giusto. Il metro di paragone per queste europee 2004 può essere solo le corrispettive del 1999. L'attuale centro-destra da questo paragone guadagna 0.8 punti percentuale. Infatti, il calo di Forza Italia del 4.2% viene compensato dal 5% guadagnato dai restanti partiti della coalizione. In testa il Nuovo PSI (Socialisti Uniti) con un guadagno di 2 punti dall'inesistenza del '99. Seguono a ruota Alleanza Nazionale con un più 1.2, l'UDC con un 1.1% e la Lega con uno 0.5%. Anche l'area di centro-sinistra guadagna, per l'esattezza 1.2% in più rispetto al 1999. La parte del leone la fa Rifondazione Comunista, che, conquistando l'1.8% in più, porterà a Strasburgo 5 rappresentanti, invece che 4. Sconfitta, invece, dei partiti che si sono associati nel listone unico dell'Ulivo, che non perde molto in termini percentuali: l'1.4%, ma abbastanza cospicuamente in termini di seggi da 29 passa a 25. In ottica bipolare e maggioritaria non vi sarebbe un reale sconfitto, in quanto l'importante arretramento di Forza Italia è stato compensato dal resto della coalizione. Ciò indicherebbe un malcontento nei confronti del Presidente del Consiglio, ma non così estremo da togliergli la fiducia, in quanto, come detto, la ridistribuzione ha premiato gli alleati. Ben più complicata la ridistribuzione nel centro-sinistra, che distrugge politicamente la leadership di Romano Prodi. La ragione sta nel fatto che si assottiglia sempre più la presenza del centro moderato nel centro-sinistra. Il listone unico, infatti, è stata un abile mossa degli ex-democristiani per mascherare l'inevitabile sconfitta della Margherita. Così facendo, hanno ridimensionato i DS (se avessero corso da soli sarebbero stati probabilmente il primo partito d'Italia, superando Forza Italia), e mantenuto, momentaneamente, Prodi alla guida della coalizione. Tale disegno è stato abbattuto, però, dalla vittoria della sinistra massimalista, capitanata da Fausto Bertinotti, che se convergerà in un alleanza, mai acconsentirà a candidare Prodi alla Presidenza del Consiglio. Se il centro-sinistra non naviga in buone acque, il centro-destra vede davanti a se pericolosi scogli. La campagna elettorale di Forza Italia è stata un disastro, troppo incentrata sul Premier, senza soffermarsi sui tanti candidati al Parlamento europeo, che per la loro statura intellettuale e morale meritavano l'elezione. Una campagna condotta da manifesti con immagini paternalistiche del Premier, che hanno allontanato parte dell'elettorato. Tale disastro non può non ricadere su chi ha coordinato Forza Italia in questo biennio. Bondi e Cicchitto, uomini d'importante statura politica, dovrebbero avere la forza di presentare le loro dimissioni, per testimoniare la consapevolezza degli errori fatti e per rinnovare un movimento, che se ha la sua guida in Silvio Berlusconi, non si esaurisce in lui, ma converge nelle capacità straordinarie di centinai di magliaia di uomini e di donne. |
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