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W l'Italia
Il dato inequivocabile delle scorse elezioni europee 2004 è la prima grandezza della democrazia italiana. L'italia risulta il paese con la più alta affluenza alle urne se si escludono i paesi dove l'andare a votare è obbligatorio come Grecia e Belgio. Il 73.1% degli aventi diritto è un risultato straordinario, che segue quello ancor più straordinario (più dell'80%) delle politiche del 2001. Essendo da sempre innamorati della rappresentanza politica come forma di amministrazione civile della polis, senza eccessiva enfasi affermiamo che l'Italia diventa il paese con il più alto tasso di democrazia del mondo. Questo, scendendo subito dal piedistallo, non basta in quanto la pluralità delle voci e delle rappresentanze devono, comunque, sintetizzarsi in un azione di governo stabile e incisiva. Quest'azione dev'essere incarnata nella figura di un leader che detiene non solo la maggioranza relativa, ma il carisma che determina la coesione e l'identificazione. Il centro-destra rimane, quindi, vincente, perché questa guida la possiede. Non si può dire lo stesso per il centro-sinistra che non solo non ha una guida, ma pretende di trovarla in un partito la Margherita, che è in vistosissimo calo sia all'interno della lista unica dell'Ulivo, che nelle elezioni amministrative. Il centro-sinistra potrà essere competitivo solo quando il leader della coalizione verrà espresso dai DS, dal partito, cioè, che possiede la maggioranza relativa. Molto si dirà delle elezioni europee 2004, pochi si avvicineranno alla verità, la quale, secondo noi, esprime una tenuta della coalizione di governo evidenziata, soprattutto, da quel voto che non ha risentito in modo determinante della situazione economica italiana ed europea e, cioè, dal voto degli italiani all'estero che ha dato a Forza Italia, il partito del Presidente del Consiglio il 25.7% dei voti contro il 26.5% della lista Uniti per L'Ulivo. Emerge, inoltre, un preoccupante vigore della sinistra massimalista rispetto a quella riformista. Quest'ultima non solo sembra spenta, ma incapace di rivendicare ed esprimere le sue idee per non perdere i voti di futura alleanza con chi combatte contro il libero mercato e contro i valori occidentali che da 60 anni stanno garantendo benessere e pace. Al di là di tutte le valutazioni opinabili e discutibili rimane la grande forza democratica che l'Italia esprime, prima nel mondo. Il nostro augurio che possa guadagnare, grazie a questa ottima partecipazione politica, altri primati in tutti i più svariati campi della convivenza civile. |
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