La più grande negligenza...

Il centro sinistra italiano si è reso protagonista nella stessa vicenda della più grande negligenza politico-finanziaria e del più diffuso depistaggio massonico-giornalistico della storia della repubblica.

Ovviamente stiamo parlando di Telekom Serbia.

L'operazione, che portò nelle casse vuote dello stato serbo 1500 miliardi di vecchie lire, è il cavallo di troia con il quale l'attuale maggioranza vuole rendere palese, non tanto la disonestà, quanto la negligenza e l'inettitudine dei massimi dirigenti dell'attuale centro sinistra.

Sulla negligenza, infatti, tutte le difese dell'attuale opposizione sono parse ridicole ed improprie. Si è minimizzata la criminalità di Milosevic, si sono tirati in ballo gli odiati statunitensi, accusandoli di aver spinto i rapporti commerciali con Belgrado, si è cercato di smontare il fatto che Telekom Serbia non valesse nulla, infine, si è cercato di avallare l'idea che si trattasse di un semplice operazione commerciale senz'anima.

La verità non solo scomoda, ma politicamente tragica è che, senza quei soldi dati da Italia e Grecia, si sarebbe evitata, quasi certamente, la guerra in Kossovo.

Le prove di ciò sono, purtroppo, inconfutabili. Milosevic con quei soldi pagò i soldati, che avevano parecchie mensilità di arretrati, promosse campagne di stampa contro l'opposizione, in poche parole rianimò un regime, che era stato sconfitto nelle elezioni politiche dalla maggioranza dei serbi.

Anche se fu una semplice operazione commerciale, anche se il prezzo d'acquisto per il 29% di una azienda indebitata in uno Stato a rischio era giusto, anche se non vi fu nemmeno una lira di tangenti ai politici delle rispettive nazioni, il governo italiano avrebbe dovuto impedire un possibile aiuto ad un regime nazi-comunista come quello di Milosevic.

Per tale ragione l'intero governo italiano del 1997 fu colpevole di negligenza e superficialità e per tale ragione avrebbe dovuto fare pubblica ammenda.

Invece, delle scuse al popolo italiano ed alla comunità mondiale, oggi stiamo assistendo ad una delle più grosse operazioni di depistaggio comunicativo della storia della repubblica italiana.

L'inattendibilità, ancora tutta da dimostrare di Marini, viene usata come una clava contro una commissione d'inchiesta, che cerca solo di pervenire alla verità dei fatti.

Uomini ambigui e corrotti, mai ascoltati per altro in commissione, sono usati per abbattere la credibilità del presidente della commissione stessa e di alcuni suoi membri.

Ogni questione non viene analizzata nella sua oggettività, ma viene subito smontata in base alla scarsa credibilità di chi l'ha sollevata.

Coloro che agiscono in questo modo i senatori Calvi, i Lauria, i Kessler sono gli stessi che approvano l'uso dei pentiti nei processi di mafia: che credibilità può avere un pluriomicida assassino di bambini? Probabilmente molto di più di un ambasciatore a Belgrado o di un riciclatore di denaro.

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