Il Papa in Parlamento

L'evento storico della visita del Papa in Parlamento ha occupato l'attenzione del paese, ha sommosso coscienze, ed in alcuni casi le ha anche cambiate come nel caso di un latitante che si è costituito dopo aver ascoltato le parole del capo della Chiesa Cattolica.

L'intervento è stato sobrio, il Parlamento ha applaudito convinto, la festa è stata grande, l'evento mediatico molto forte.

Grande onore si tributato a questo Papa vecchio e malato, che ha fatto della sua missione un esempio nella lotta per i diritti umani.

Grandiosi i suoi viaggi, memorabile quello in Sicilia dove attaccò con forza la mafia.

Nonostante tutto ciò il Papa ha sorvolato senza affrontarli tutti i temi, che interrogano la politica nel suo amministrare e dar vita al futuro.

Sulla sessualità la Chiesa è indietro di secoli, essa non ha ancora fatto il conti con la psicologia freudiana o con la filosofia di Nietzsche, sulle questioni etiche nei rapporti tra terapie, malato e ricerca i suoi dogmi sono assurdi, l'apertura alle donne non è ancora sufficiente.

I meriti nella diffusione della democrazia di questo Papa sono indiscutibili, la svolta che è riuscito ad alimentare in Polonia è stata straordinaria.

Nonostante questo la posizione della Chiesa sull'aborto e sul divorzio è anacronistica fuori dal nostro tempo. Ciò crea un distacco enorme tra la società d'oggi e i valori cattolici.

Se Cattolico significa seguire alla lettera i dogmi della Chiesa, allora nessuno è Cattolico. In questa dialettica la Chiesa si muove rafforzando i dogmi, invece, che rafforzare gli uomini. La sua parola d'ordine è la ragione della fede, lottare con la ragione per difendere la fede. Il vero problema è che la fede non abbisogna di ragione.

Su questa cementificazione della strada verso la fede, la Chiesa perde i pezzi più importanti per la sua esistenza: gli esseri umani.

Teorizzando il sesso, la vita, l'amore uccide il sesso, la vita e l'amore. In questo modo uccide gli uomini stessi, che di tali essenze si nutrono.

Ad una donna violentata che vuole abortire il frutto di quella violenza, la Chiesa non può dire "non devi", ma dovrebbe cercare di far capire che quel frutto potrebbe trasformarsi in amore e speranza.

Ad una ragazzina desiderosa di conoscere il sesso, la Chiesa non può dire "non devi", ma dovrebbe esortarla alla conoscenza di se e dell'altro.

Ad un ricercatore che attraverso le cellule embrionali può curare le sofferenze, la Chiesa non può dire "non devi", ma dovrebbe far notare come la morte non sia una tragedia, ma semplicemente un momento della vita.

Di tutto ciò il Papa non ha parlato, ma sicuramente ne parlerà la politica. Il nostro futuro è riposto nella mani di uomini illuminati, che attraverso la politica del confronto potranno condurre l'umanità verso un sempre maggiore tasso di libertà.

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