Tassa sul porno?

Aggiungere un cospicuo balzello alla pornografia nostrana nel suo complesso, dalla produzione alla distribuzione non è solo cosa sana e giusta, ma anche utile.

Fuori da ogni moralismo, noi da anni auspichiamo il ritorno delle case chiuse, far pagare più tasse a chi sfrutta legittimamente il corpo umano per scopi commerciali sembra qualcosa di dovuto.

Il giro d'affari della pornografia è enorme, al di là del dichiarato e dell'immaginabile. Il fatto che si prelevi il 25% da tali guadagni andrà a esclusivo vantaggio dell'intera comunità. In tutto ciò non vi è bigottismo o dogmatismo religioso, tutt'altro.

C'è l'esigenza in un momento di crisi economica ed incertezza nel futuro di tassare per il bene dello Stato tutto ciò che rappresenta il superfluo o il non necessario.

Se lo Stato dalla tassazione della pornografia può guadagnare 500 milioni di euro questi, poi, possono essere utilizzati per coprire la spesa sociale o quant'altro.

Difficile essere contrari a tali argomentazioni, o meglio si può essere contrari se si considera la pornografia come qualcosa di necessario, ma se si sostiene tale argomentazione è consigliabile cercare il numero di un buon medico, perché la malattia psico-sessuale è grave.

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