|
La
ormai cattiveria, non è possibile definirla altrimenti, nei confronti
di Silvio Berlusconi ha raggiunto da parte del più grande giornalista
italiano vivente livelli fuori controllo.
Domenica
29 settembre è uscito sul Corriere della Sera un ennesimo editoriale,
nel quale Enzo Biagi, continuando sulla scia dei paragoni estivi, ha assimilato
il premier al regime democristiano a causa della frase "...tutti
dobbiamo fare sacrifici".
La
cattiveria è, però, cattiva consigliere all'ormai ex bravo
giornalista, perché Biagi non si è nemmeno sforzato di ascoltare
le parole esatte, ma di venerdì ha letto le prime pagine dei giornali
e così ha confezionato il suo pezzo di accusa.
Infatti,
tutta l'argomentazione era basata sul paragone tra le vecchie stangate
democristiane,che colpivano tutti i cittadini, e quella che forse, probabilmente,
anzi quasi sicuramente avrebbe fatto il premier con la finanziaria 2003.
Il
problema è che Berlusconi, quando ha parlato di sacrifici non si
riferiva ai cittadini,ma a tutti gli enti, ormai incancreniti (lo aggiungiamo
noi), italiani.
L'articolo,
quindi, del povero Biagi si è accasciato come un castello di carta
al soffio di un bambino.
Giorni
fa abbiamo ricevuto una mail che recitava "Un professore universitario
diceva che raggiunta una certa età bisognava girare con un cartello davanti
al petto con la scritta "ATTENZIONE HO 75 ANNI POSSO ESSERE PERICOLOSO"
, Biagi ne ha più di ottanta fate voi."
La-politica.net
non è d'accordo con il nostro
lettore, perché Biagi vive di rendita, vive cioè della grandezza
giornalistica accumulata in decenni di lavoro. Questo non giustifica,
però, il fatto che non lo si possa accusare di aver trovato purtroppo
una sua nuova ragione di vita: l'odio, l'odio per Silvio Berlusconi.
Covare
odio è umano e naturale, ma l'ira che ne deriva è un peccato
che acceca...

|