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I dati veri...sul PaeseDopo un anno e qualche mese di governo del centro-destra, dopo elezioni che nel ballottaggio mediatico hanno visto prevalere il centro-sinistra, dopo che molti leaders dell'opposizione raccontano che il paese non è più con la maggioranza di governo è giusto fare chiarezza in merito Dopo molti giorni d'analisi sulle elezioni recenti e meno recenti La-politica.net ha dipinto un quadro chiaro dell'Italia di oggi. Il primo punto da chiarire è la risicata distanza che a detta delle opposizioni di governo esiste con la maggioranza. I dati debbono necessariamente partire dal numero di voti reali per la Camera dei Deputati e per il Senato della Repubblica Per i voti reali: alle politiche del maggio 2001 la CdL (Casa delle libertà) prese il 49,56% (18.300.037 di voti) alla camera ed il 42,52% (14.397.308 di voti) al senato l'Ulivo, invece, arrivo al 34,89% (12.885.150) alla camera ed al 38,68% (13.096.853) al senato. La distanza complessiva tra i due schieramenti, sommando i voti tra camera e senato, è di 9,49 punti, che rappresentano circa 6.715.342 di voti di differenza a favore della CdL. I restanti voti a nostro avviso non possono essere sommati seguendo le attuali alleanze, perché devono neccessariamente attraversare un altro responso elettorale. Possono, però, indicare possibili scenari anche se solo ipotetici: I partiti
minori si spartiscono 12.098.705 di voti totali (camera e senato)
la cui lista vede il partito di Bertinotti in testa: Sembra, quindi, assurdo unire questi voti "minori" a quelli dei poli, perché rappresenterebbero solo mere congetture. Ad esempio se alle prossime elezioni Rifondazione concorresse da sola di certo potrebbe raggiungere tra il 7% e l'8% dei voti totali, parimenti se si alleasse non supererebbe il 5%. L'alta rappresentanza dell'elettorato "minore" (fuori dai poli), che raggiunge il 17,07% dei voti totali degli italiani, sviluppa due problematiche: -il paese è spaccato a metà, lo scarto tra le aree politiche è minimo: sarà, quindi, confermata la regola, se non viene cambiato il sistema elettorale, che "più grande sarà l'alleanza programmatica più si avranno possibilità di vittoria". -in Italia la divisione maggioritaria stenta a decollare, prova ne sono le recenti elezioni amministrative. Queste hanno visto prevalere, nella battaglia dei poli, di stretta misura il centro-destra 299 comuni conquistati contro i 288 del centro-sinistra, ma hanno avuto un altro vincitore le liste civiche, nominalmente indipendenti. Tali liste sono arrivate a conquistare 317 comuni In certe regioni e province si è abusato delle Liste Civiche: in Veneto, Piemonte, Sardegna e Molise, nelle province di Belluno, Sassari, Asti ed Alessandria, Campobasso ed Isernia. Questo denota una volontà d'indipendenza che deve far riflettere i poli. Vi è il segnale di non riconoscimento nei partiti, a causa del vecchio proporzionalismo che concentra l'attenzione più sul movimento che sulle persone. Il successo di Forza Italia, ad esempio, era dato da questa personalizzazione del partito, oggi il movimento del premier si sta trasformando nella tipologia democristiana e socialista che ha governato l'Italia per 30/40 anni. Il maggioritario prevede un'alta personalizzazione, un elettore che vota DS deve avere un suo riconoscimento nel partito stesso grazie ad un uomo politico: la presenza di posizioni distanti, come ad esempio tra Giovanni Berliguer e Massimo D'Alema, è un bene per la politica non un male. Sarà
in seguito l'elettore a decidere se la differenza di opinioni può
essere facilmente mediata o meno. |
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