Risposta al caro compagno

...alla nostra risposta al Palavobis il compagno Francesco Giambelluca, redattore del sito www.e-left.it, ha fatto seguire la replica, di cui come è nostra usanza, riportiamo le frasi più significative e di seguito il nostro commento in rosso (forse si dovrebbe invertire il colore? Speriamo che il compagno non se la prenda). Questo nella speranza che si possa per quanto poco avvicinarsi al processo del dialogo..

"Sul fatto che, dalla parte opposta dello schieramento politico, non si condivida nulla di quello che penso e che scrivo non posso che rallegrarmi, consapevole, del resto, che la dialettica politica è il sale della democrazia. Mao ebbe a dire: "Se il nemico ti dà ragione cambia idea: vuol dire che stai sbagliando". Questo è, da sempre e per sempre, il mio motto."

In realtà il sale della democrazia non risiede nel fatto che ci si possa giovare di una distanza concettuale e politica, ma che ci si possa incontrare su principi e regole generali. E' difficile che Mao possa aver applicato un motto del genere, perché ritengo che il buon cinese i nemici non li ascoltasse neanche, in quanto finivano direttamente morti ammazzati.

"I 40.000 cittadini presenti al Palavobis hanno gridato il loro no all'illegalità esattamente come ha fatto il centrodestra durante la campagna elettorale, ma sul palco -il 16 di febbraio- non c'erano Ministri della Repubblica che invitavano i cittadini ad abituarsi a convivere con la mafia."

Vi è una differenza sostanziale tra le due manifestazioni oggi il governo in carica è stato eletto democraticamente, allora il governo non era l'espressione del popolo sovrano. A mesi e mesi di distanza tornare sull'errore (peraltro non solo sconfessato, ma frainteso) del ministro Lunardi sembra francamente fuori luogo. Ricordo al compagno che poche settimane orsono è stato arrestato il braccio destro di Provenzano.

"...la recente norma che consente il rientro dei capitali dall'estero senza l'obbligo di dichiararne la provenienza è evidentemente un regalo all'Italia dei furbi, all'Italia che non ci piace che umilia e guarda con sufficienza chi, ligio, le regole le ha sempre rispettate."

Non è vero che il ministero delle finanze non conosce la provenienza del denaro in quanto bisogna dichiararlo, si conosce, quindi, a chi appartiene il denaro che rientra dall'estero. Questo evita il rientro di capitali legati alla criminalità organizzata. Sono d'accordo che chi porta denaro guadagnato in Italia all'estero si possa considerare un "furbo", ma è altrettanto vero che la pressione fiscale italiana è la più alta d'occidente.

"...in riferimento al PCI non c'è nulla di documentato se non un esposto presentato nel 1993 da Bettino Craxi riguardante notizie di reato coperti dall'amnistia del 1989 o caduti in prescrizione. A parte il fatto che non esiste alcun reato riguardante finanziamenti illeciti da paese nemico ma, rimanendo al primo punto di illiceità segnalato, è necessario provare in un processo quanto si sostiene. Alcuni magistrati hanno indagato per stabilire se esercitare o meno l'azione penale a carico di dirigenti del PCI ma tutte le inchieste hanno portato all'archiviazione, se vi sono delle accuse è necessario lo svolgimento di un processo e chi vi si sottrae scappando all'estero è un latitante e non un martire esiliato."

Complimenti! quando Berlusconi viene assolto per prescrizione continua ad essere un "becero mafioso", quando tocca al PCI, invece, si tratta dell'alito purificatore della giustizia. Esistono documenti, visti e rivisti, che provano che il PCUS dava soldi al PCI. Tali documenti riportavano non solo le somme di denaro, ma anche le date. Non c'è bisogno di un tribunale per esprimere una condanna politica e su tale condanna basare le proprie convinzioni. Comunque, si cercheranno le sentenze!

"...le critiche al Professor Roberto Zaccaria sono del tutto fuori luogo visto che i dati statistici (=numeri!) sulle presenze in televisione forniti dall'osservatorio di Pavia dimostrano inequivocabilmente che durante la sua presidenza del consiglio d'amministrazione della RAI i leaders del Polo delle Libertà hanno avuto a disposizione più minuti rispetto a quelli concessi ai dirigenti dell'Ulivo. Ora invece a Mediaset (dove Silvio Berlusconi ha a disposizione il 90% del tempo) si somma la Rai pubblica, già in precedenza sbilanciata a suo favore."

Aneddoto sportivo: nel basket per vedere se un arbitro si comporta bene vengono contati (=numeri!) i falli per squadra, se i falli sono egualmente ripartiti allora si dice che è stato un buon arbitro. Un arbitro in malafede per far vedere che è un buon arbitro fischia in principio tutti i falli a favore della squadra alla quale si è venduto, verso la fine della partita una volta che la sua squadra è avanti di trenta punti inizia a fischiare falli per l'altra squadra riequilibrando così il computo complessivo dei falli. Medita compagno, medita.

Un po' di dati: il 70% dei giornalisti della RAI è vicino palesemente e non al centro-sinistra e a Rifondazione, il 60% dei giornalisti Mediaset è vicino palesemente e non al centro-sinistra e a Rifondazione. Cosa resta l'armata brancaleone guidata da Fede...

I programmi di approfondimento: Porta a Porta, anche se Vespa forse tifa per una squadra, come lui stesso dice "...ad un alito di centro-sinistra corrisponde uno di centro-destra", lo stesso lo si può dire per Telecamere e Primo Piano; cinque aliti di centro-sinistra e uno di centro-destra, invece, per Edizione straordinaria dello straordinario Santoro (nota importante: va in onda alle 20:55, tutti gli altri a notte più o meno fonda); tre aliti di centro-destra e uno di centro-sinistra per Parlamento In; rimane Biagi con Il fatto al quale nulla si può obiettare in generale tranne il fatto che nel maggio 2001 ad un alito di centro-destra è corrisposto Eolo in persona per il centro-sinistra. Ne manca solo uno Luttazzi, questo sbanca tutto! Sull'informazione TV avete obiettivamente ed oggettivamente torto!

"Quello che i dirigenti della sinistra hanno o non hanno da rimproverarsi lo stabilirà la loro base e non quella della destra che evidentemente non sa nulla della storia d'Italia. Ricordo che la Costutuzione della Repubblica Italiana è firmata dal comunista Umberto Terracini, Presidente dell'Assemblea Costituente, e che l'arco costituzionale escludeva il MSI, non il PCI, partito che in Italia ha dato un contributo fondamentale al funzionamento degli organi democratici dopo vent'anni di regime ed ha amministrato per mezzo secolo gli enti locali di alcune regioni italiane in modo ineccepibile dal punto di vista democratico. Sfido chiunque a dimostrare la comunanza tra lo stile politico di Stalin e quello di Gramsci, di Togliatti, di Berlinguer ed oggi di Bertinotti il quale ha sostenuto per più di 2 anni il Governo Prodi mentre il Polo spiegava agli elettori che non sarebbero più stati chamati alle urne."

La storia d'Italia La-politica.net la conosce abbastanza bene (l'"abbastanza" è legato al fatto che anche la storia vive nel divenire) e sa che se avesse vinto il PCI nelle elezioni politiche del 1948 probabilmente tu caro compagno saresti stato uno studente che si contrapponeva ai carri armati. Chi scrive si è formato su Antonio Banfi, Enzo Paci, Remo Cantoni, su Massimo Cacciari e Gianni Vattimo e molti atri, conosce, quindi, molto bene il pensiero filosofico e storico legato alle categorie antidogmatiche e antimetafisiche. Conosce il grande contributo dato dai partigiani per la liberazione dell'Italia, conosce, infine, la storia di uomini e donne che si sono illusi seguendo un falso leader ed un falso ideale. Il rispetto per tanti italiani fascisti che si sono accorti solo dopo dell'immensa tragedia, che il nazifascismo ha procurato, è sacrosanto. Caro compagno, tu ignori completamente che le categorie democratiche che ti permettono di argomentare, le devi all'occidente e agli Stati Uniti e non al comunismo ed all'Unione Sovietica. Gramsci, Togliatti e Berlinguer, sono stati tra i più grandi politici della storia d'Italia, ma chi li ha avvicinati a Stalin sono sezioni e movimenti del PCI (consulta le pubblicazione ed i siti ad esempio della sezione di Genova di Rifondazione Comunista dove il viso di Stalin e vicino a quello di Marx e Lenin)

"Da questa esperienza fondante, cui parteciparono insieme comunisti, socialisti, azionisti, cattolici e liberali, nasce la nostra Costituzione dove è sancito il divieto di ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Sì, avete letto bene, nella Costituzione c'è scritto fascista e non comunista. Nel frattempo Palmiro Togliatti sedeva al dicastero di Grazia e Giustizia nel Governo De Gasperi ed il PCI italiano, nella sua parabola elettorale dal dopoguerra ad oggi, raggiunse anche il 34% ed il 25 aprile -definito dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi data fondamentale della nostra storia- è festa nazionale dello Stato italiano, non il giorno della marcia su Roma. Piaccia o no l'Italia è fondata sull'antifascismo."

Nella Costituzione c'è giustamente scritto che l'Italia ripudia il fascismo non solo in senso pratico, ma in senso generale, rifiuta cioè qualsiasi dittatura, rifiuta qualsiasi oppressione alla libertà individuale, rifiuta un regime che imprigiona gli oppositori politici, rifiuta i campi di concentramento che in Russia continuarono fino agli anni '80 (si pensi alla Siberia o alle condizioni dei prigionieri politici nelle fabbriche metalmeccaniche). La-politica.net è orgogliosa e onorata che l'Italia sia fondata sull'antifascismo e non sosterrà mai chi ripudia questo precetto.

"Sugli immigrati clandestini non si faccia demagogia visto che il governo Prodi ne ha rimpatriati 70.000 senza bisogno di ricorrere agli incrociatori."

La cifra si riferisce agli immigrati a cui è stato dato il foglio di via, gli espulsi effettivi sono forse il 10% di questa cifra e sono anche molti.

"Le rogatorie non sarebbero internazionali ma semplicemente italo-svizzere. Io invece sarei babbo natale. Sarebbe bello che prima di parlare di leggi si desse un'occhiata alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana: la legge 5 ottobre 2001 n°367 reca, al capo primo, ratifica, esecuzione ed attuazione dell'accordo tra Italia e Svizzera fatto a Roma il 10 Settembre 1998, al capo secondo, modifiche al codice penale e al codice di procedura penale. Gli articoli da 9 a 17 modificano gli articoli 696, 724, 727, 729, 730 del codice di procedura penale (libro undicesimo recante: rapporti giurisdizionali con autorità straniere, titolo terzo recante: rogatorie internazionali, capo primo recante: rogatorie dall'estero, capo secondo recante: rogatorie all'estero), inseriscono gli articoli 726bis e 726ter nel codice di procedura penale penale, 204bis, 205bis e 205ter nelle norme di attuazione, coordinamento e transitorie del codice di procedura penale ed inseriscono l'articolo 384bis nel codice penale. Ora, a meno che non si voglia sostenere che il codice penale ed il codice di procedura penale si applicano solo alle rogatorie italo-svizzere e non a tutte le rogatorie internazionali, si è detta una baggianata."

Grazie per la precisazione puntuale sul codice: si è infatti uniformato un principio che i rapporti italo-svizzeri hanno messo in luce: la garanzia che su documenti richiesti all'estero vi sia un'autenificazione amministrativa.

"Resta il fatto, invece, che, per la prima volta dall'unità d'Italia, il governo è intervenuto nella formazione di un collegio giudicante negando l'applicazione del giudice Brambilla nel processo che vede imputato Cesare Previti e Silvio Berlusconi."

E' stato un grave atto d'ingerenza, ma resistere, resistere e resistere non lo dice solo Borrelli, ma anche chi vuole essere cacciato dagli elettori italiani e non da un giudice.

Strano caro compagno, mi hai proprio sorpreso, nemmeno una parola per difendere il "Che" e Cuba.

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