![]() |
|
Berlusconi vs Prodi Il 3 aprile siamo andati a dormire felici e contenti certi che Berlusconi ed il centro-destra avrebbero vinto le elezioni politiche e riconfermato un governo che tra le difficoltà più incredibili ha dato stabilità e riforme al Paese più particolare dell'Unione europea. Troppo grande il divario tra i due leader, ad un Prodi vago e fumoso si è contrapposto un Berlusconi deciso e puntuale. La promessa sull'abolizione dell'ICI, infine, è sembrata quell'ultimo colpo di ariete che distrugge la porta del castello e consente ai soldati di invadere la città. Il giorno seguente, rassicurati dalla vittoria certa, abbiamo seguito il dibattito politico con superficialità e con poca attenzione, quando ad un tg serale abbiamo sentito una parola: "coglioni" Ebbene si, il Premier aveva gettato nel cesso la vittoria elettorale. A giochi conclusi con certezza quasi assoluta si può dire che un "coglioni" ha fatto perdere a Berlusconi più di un milione di voti indecisi... A questo punto verrebbe da dare del "coglione" al Premier, ma troppo grande è il nostro rispetto per la sua persona e per le grandi ed importanti cose che è riuscito a fare per l'italia e per tutti gli italiani.
SUL
PRIMO FACCIA A FACCIA Essendo dei pragmatici amiamo i numeri e i risultati prodotti con i dati e le analisi, odiamo, invece, le frasi fatte e la retorica demagogica. Da questo deriva il fatto che Berlusconi ha vinto il confronto, ma non stravinto, perché ha sprecato i decisivi ultimi minuti ad attaccare gli altri, invece, di parlare di quello che farà... - Da subito Prodi viene incalzato sulla sua proposta di cinque punti di cuneo fiscale nel primo anno, ma affermando che ha fatto "tutti i calcoli", espone una copertura finanziaria impropria. Afferma, infatti, di coprire l'investimento del "cuneo" con la tassazione delle grandi rendite, con la tassazione delle plusvalenze e con il recupero dell'evasione fiscale che verrebbe recuperata attraverso il fatto che la politica di Prodi sarà "chiara" e "seria". Queste misure possono coprire al massimo il 25/30% della spesa non di più, a meno che d'incanto tutti gli evasori decidessero vista la "serietà" di Prodi di rendere i soldi allo Stato. - Prodi afferma che l'Italia è "devastata" dal lavoro precario, ciò non è vero come da fonte Istat, la quale afferma che solo il 12% dei lavoratori è a tempo determinato, inoltre, sempre l'Istat afferma che quasi il 50% dei tempi determinati si trasformano in indeterminati nei 18 mesi successivi. - Il battibecco sull'Irap condanna Prodi, il quale afferma che " l'Irap non è una tassa illegittima ", ma fatalità proprio nello stesso giorno, il 14 marzo, la corte europea ha dichiarato l'Irap illegittima. - Prodi perde, inoltre, quando attacca il governo sui conti pubblici e sulla finanza. I dati dimostrano un ottimo contenimento dell'inflazione ed un vistoso aumento dell'occupazione. L'Ecofin del marzo 2006 abbatte le accuse di Prodi, in quanto i conti italiani vengono approvati. Prodi, poi, non ricorda che il patto di stabilità per merito dell'Italia è stato cambiato, non conteggiando le spese per gli investimenti. Quindi, l'apparente sforamento dell'Italia al 4,1% testimonia in realtà il molto che si è investito in opere pubbliche. -
Anche sull'euro la partita è persa per il professore, perché
gli aumenti causati dell'euro si sono registrati in tutti i paesi. Prodi
descrive il rapporto Bolzano–Innsbruck, affermando che a Bolzano i prezzi
sono andati alle stelle. In risposta riportiamo il comunicato della camera
di commercio di Bolzano: Il confronto dei prezzi
tra Bolzano, Innsbruck e Trento - appena concluso dall’IRE (Istituto di
ricerca economica) della Camera di commercio di Bolzano - rivela differenze
di prezzo minime per quanto riguarda le categorie merceologiche del commercio
al dettaglio (come alimentari, abbigliamento, elettronica ecc.): Innsbruck
è un po’ più cara di Bolzano (+3,5%), Trento invece risulta leggermente
più economica (-0,9%). Questo è il risultato medio emerso da un’indagine
obiettiva, eseguita in maniera scientifica su oltre 11.000 prezzi, coinvolgendo
i rappresentanti degli interessi di imprese e consumatori. - Sull'immigrazione la demagogia di Prodi raggiunge il culmine, descrivendo come "scandalose" alcune file di immigrati per la regolarizzazione. La realtà parla, invece, di code solo a Milano e Roma, dove gli immigrati si sono concentrati nelle sedi centrali delle poste trascurando quelle periferiche. Sull'immigrazione i dati su cui riflettere sono due: il terz'ultimo posto dell'Italia in Europa per presenza d'immigrati ed il calo del 51% di sbarchi di clandestini. - La musica non cambia sulle opere pubbliche i dati dell'associazione delle imprese edili (ANCE) afferma che in questi cinque anni sono state finanziate opere per 73 miliardi di euro, sono stati aperti 71 cantieri, dove sono occupati quasi 450.000 persone. Questi dati sono gli stessi presentati da Berlusconi e contestati da Prodi solo con il fatto che le opere non sono finite. - Oltre ai minuti finali che il Premier ha usato in malo modo, l'unico errore che si può evidenziare è sulla frase relativa alle liste d'attesa sanitarie, che non sono state affatto eliminate, ma è solo una promessa elettorale futura. - Anche sulla scuola Prodi è retorico, criticando la riforma Moratti solo con la crisi delle scuole tecniche ed il mancato passaggio da un tipo di scuola all'altro. In realtà la crisi del Tecnico è dovuta alla diminuzione degli iscritti, perché i genitori preferiscono iscrivere i figli al liceo. Falso, invece, il "mancato passaggio" in quanto la riforma Moratti prescrive libertà di passaggio previo esame compensativo. Per riassumere la vittoria di Berlusconi offriamo la possibilità di ascoltare la frase più caratterizzante del profilo di Prodi: Nulla
dalla vita |
Home page / Filosofia / Interno / Esteri / Partiti / Società / Archivio / Advertising
I
contenuti, i disegni e le immagini del sito sono regolati dal diritto d'autore.
Tutti i dati forniti dai lettori verranno archiviati in forma cartacea ed informatica.
Tali dati
saranno utilizzati esclusivamente per attività di documentazione e comunicazione
newsletter.
Il tutto nel rispetto di quanto stabilito dalla legge 675/96 sulla tutela dei
dati personali.