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Un ingegnere giusto Senza eccedere in enfasi rivendichiamo nella figura di Roberto Castelli, ingegnere, il miglior ministro della giustizia, che la Repubblica abbia mai avuto. Tale convincimento lo deduciamo dall'attacco furibondo che i funzionari della giustizia italiana stanno scatenando nei suoi confronti. Taluni ritengono che questa veemenza sia originata dai guai giudiziari del Presidente del Consiglio, altri che i funzionari togati mal sopportano il fatto di venire guidati da un ingegnere. In realtà tutto nasce dalla paura, dalla paura di perdere il potere che negli ultimi 14 anni i magistrati hanno incostituzionalmente acquisito. Infatti, dal 1989 l'ordine giudiziario ha assunto poteri abnormi, partendo dall'esclusivo controllo dell'indagine fino al consolidamento dell'associazionismo e della politicizzazione delle varie correnti, che animano la magistratura. Ribadiamo come sia anomalo che alcune associazioni di magistrati si riferiscano a movimenti ed idee politiche particolari, organizzino incontri e dibattiti, invitando illustri politici. Questo ingegnere con il suo preciso puntiglio e la sua equa analisi delle situazioni è il degno rappresentante di quella dea bendata che amministra con la sua bilancia il peso delle questioni. Solo osservatori strumentali od ipocriti hanno potuto ravvisare nella sospensione delle rogatorie Mediaset un comportamento opposto alla giustizia, in favore di interessi privati. Solo individui demagoghi e capziosi hanno potuto individuare nella lettera del guardasigilli che sospendeva per valutare la richiesta di rogatorie un comportamento anticostituzionale o antigiuridico. Solo superficiali mestieranti della politica non hanno ravvisato nella lettera di risposta dei magistrati di Milano un attacco veemente al potere legislativo ed esecutivo, un contenuto offensivo pieno di superbia e di cattiveria, un abuso di potere, un intromissione politica. Proprio così: considerare irricevibile un documento che chiede tempo per valutare ed interpretare una legge è un atto di prevaricazione che un funzionario dello Stato, il cui stipendio è pagato da tutti i cittadini, non dovrebbe permettersi di fare. Ma tant'è alcuni (ALCUNI) magistrati d'oggi si sentono invincibili ed intoccabili, rivendicano patenti democratiche senza aver superato nessun esame elettorale, si credono unici depositari dei valori della giustizia e della morale civica senza essere stati investiti dal consenso popolare. Il ministro Castelli ha, quindi, agito con un'onestà intellettuale non comune, investendo la sua coscienza di una problematica complessa e dirimente; quella cioè della valenza e dei propositi di una legge, che consente l'indagine giudiziaria, ma non il giudizio giuridico. Il lodo, infatti, non tutela la possibilità che alcune cariche dello Stato possano essere eventualmente non parlamentari e, quindi, possano essere arrestate in fase d'indagine preliminare, inficiando così lo scopo e l'obiettivo della legge. L'attacco strumentale al ministro nasconde, quindi, il continuo attacco al potere politico, non degno secondo alcuni magistrati di incarnare ed amministrare lo Stato. E' il Parlamentare che incarna lo Stato, in quanto rappresentante di cittadini, il magistrato, invece, è indipendente ed autonomo, ma subalterno alla rappresentanza del popolo. La Costituzione vieta espressamente ai magistrati l'iscrizione ai partiti politici, ma tale diniego nasce dall'esigenza non scritta che i nostri padri costituenti avevano ben chiaro: impedire l'intromissione di chi amministra la giustizia nell'ambito di chi quella giustizia costituisce. Ebbene si, riveliamo un caposaldo della democrazia: è la rappresentanza del popolo che crea giustizia, essa non si dà in natura, ma viene creata di giorno in giorno dall'alba dei tempi. La giustizia umana è il difficile tentativo di convivenza tra gli individui e solo i rappresentati di tali individui possono rivendicare la costituzione della giustizia, nessun altro. In un paese normale, che ha ben chiare le regole democratiche e soprattutto i suoi valori, quei magistrati che con cotanta violenza verbale hanno risposto alla sospensione valutativa di un ministro della repubblica verrebbero allontanati ed additati come cospiratori della Stato. Invece, nella nostra Italia viene considerato un sovversivo anticostituzionale, un uomo per bene, un ingegnere puntiglioso e scrupoloso, in definitiva un giusto. |
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