I muli

Abbiamo ricevuto da un lettore l'invito da parte dell'On. Antonio Di Pietro, rivolto ai propri simpatizzanti, per una raccolta firme allo scopo di indire l'ennesimo referendum.

Questa volta l'oggetto dell'auspicata, solo per pochi, consultazione è il "Lodo Maccanico".

Infatti, è già stato presentato in Corte di cassazione il succitato quesito referendario da molteplici e variegati esponenti del centro-sinistra, che paragonare ai muli non è affatto offensivo, se si considera la caparbietà e la testardaggine del popolare animale.

Questi "muli" hanno già dimenticato i 150 milioni di euro, che CGIL, Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Correntone DS hanno fatto gettare al vento tra il 15 ed il 16 giugno.

Incamminati sulla propria strada non fanno caso ai cartelli stradali: "Pericolo Azione Distruttiva", "Passaggio di Treni Democratici", "Divieto di Gettare Soldi nel Cesso"; non si rendono conto che sono giunti ad un enorme "Stop" e proseguire significa solo essere travolti dal 75% della popolazione italiana.

A loro, temiamo, poco importa. A costoro importa solo la loro strada, arrivare alla fine, non comprendendo bene quanto questo possa essere utile agli altri. Infatti, nella consultazione referendaria del 15 giugno ed in questa nuova proposta abrogativa non riescono a percepire il danno per gli interessi collettivi, per la stabilità nella guida del Paese, per la pacificazione tra le forze politiche, ma riescono solo a scorgere i loro offuscati ideali.

Tornando al buon Di Pietro diamo conto della lettera d'invito a firmare il nuovo referendum ancor prima che la legge sia stata approvata. Commentiamo della lettera solo la proposizione di seguito in grassetto, affermando semplicemente una data "13 maggio 2001":

"Cari amici, chiedo la Vostra disponibilità e possibilmente l'ospitalità del Vostro sito e il canale di trasmissione della Vostra mailing list per un appello urgente per ripristinare la legalità violata. Il cosiddetto "Lodo Maccanico" (ovvero la legge che dovrebbe garantire l'immunità-impunità al Presidente del Consiglio Berlusconi) sarà definitivamente approvato entro la fine di questo mese di giugno. Trattasi di una legge ingiusta, incostituzionale ed anche un po' immorale. La sola riprovazione, però, non basta giacché la contestazione fine a se stessa non porta da nessuna parte. L'unica cosa da fare - per rendere costruttiva e propositiva la nostra indignazione - è attivarci per un referendum abrogativo. Senza se e senza ma.

Agli italiani interessa sapere se il nostro Presidente del Consiglio sia un galantuomo o un mascalzone "ora" e non "dopo" che ha governato. Dobbiamo fare in modo che il referendum si faccia l'anno prossimo in concomitanza o a ridosso delle elezioni europee, per dettare noi l'agenda politica sui temi propri per cui riteniamo che l'attuale Governo e la sua maggioranza parlamentare stiano tradendo la fiducia dei cittadini. Per raggiungere tale obiettivo dobbiamo costituire urgentemente numerosi gruppi di lavoro che si dichiarano disponibili a raccogliere le firme. Solo così potremo avere concrete speranze di completare la raccolta di circa 600.000 firme entro il tempo stabilito. I gruppi di lavoro, nel loro insieme, costituiranno il comitato referendario. In modo da raggiungere due risultati:
a) Il comitato referendario sarà un organismo politico aperto ai contributi di tutti (e non solo dell'Italia dei Valori): movimenti, partiti, girotondi, associazioni, ecc…;
b) Faranno parte del Comitato solo quei gruppi che concretamente si impegneranno nel raccogliere (o far raccogliere) le firme rendendo fattiva la loro collaborazione.

Ad ogni gruppo di lavoro assicuriamo un servizio on-line di assistenza tecnica e logistica (abbiamo già costituito una ventina di sedi regionali e più di ottanta sedi provinciali di coordinamento). Ad ogni gruppo sarà consegnato per tempo materiale illustrativo ed ogni modulistica necessaria. Abbiamo anche previsto un piccolo contributo a titolo di rimborso spese (per il momento almeno di circa 500 euro per ogni 2.000 firme). Precisiamo che la raccolta delle firme potrà essere fatta non collegata a questo o a quel partito ed infatti il kit per la raccolta delle firme potrà non contenere alcun simbolo di partito. Ciò premesso, mi rivolgo a tutte le persone di buona volontà a costituire un gruppo di lavoro o a partecipare a gruppi già costituiti segnalando la loro disponibilità al seguente nostro indirizzo:

Antonio Di Pietro Via Milano, 14 - 21052 Busto Arsizio (VA) Tel. 0331/624412 - Fax 0331/624783 E-mail: segreteria@antoniodipietro.it

Mi appello infine al vostro buon cuore affinchè sia dato il massimo risalto e la più capillare diffusione a questa proposta.

On. Antonio Di Pietro

P.S.: per il Piemonte vedi il primo schema organizzativo allegato suscettibile di implementazioni e/o variazioni"

Home page / Filosofia / Interno / Esteri / Partiti / Società / Archivio / Advertising

I contenuti, i disegni e le immagini del sito sono regolati dal diritto d'autore.
Tutti i dati forniti dai lettori verranno archiviati in forma cartacea ed informatica.
Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per attività di documentazione e comunicazione newsletter.
Il tutto nel rispetto di quanto stabilito dalla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali.

Postmaster