Su Norberto Bobbio

Di tutti i ricordi editorial-giornalistico, che dopo la morte del grande intellettuale, hanno riempito le pagine dei giornali, quello che più ci è piaciuto è stato "Il Bobbio-pensiero, un tiranno che ha soffocato la politica italiana" di Giovanni Orsina, uscito su IL GIORNALE l'11 gennaio.

In quell'articolo si lasciava in disparte la dovuta riverenza ad un vecchio pensatore e si "criticava" il pensiero di un dotto filosofo, mettendo in luce il suo inutile razionalismo come cifra del giudizio sulla società.

Questo, però, è un problema che tocca quasi tutti gli intellettuali. La loro, cioè, inattualità, che quando non dichiarata, diviene profondo distacco dal reale.

Gli intellettuali non sanno nulla della società in cui vivono, perchè nel tentativo di analizzarla se ne distaccano. Quasi tutti i filosofi della politica sono estranei al mondo, che pretendono giudicare; Bobbio non faceva eccezione.

Come non fanno eccezione tutti quegli intellettuali d'oggi, che provando disgusto per la politica "barbarica", a loro giudizio, dell'attuale dirigenza politica del Paese, non capiscono un bel "niente" dei desideri, delle pulsioni, della ricerca di benessere, non già orientata al mero arricchirsi, ma ad una serenità psico-fisica della società italiana.

Questi compagni del grande Bobbio rispondono ai nomi di Sartori, Eco, D'Arcais, Cacciari, Labini, e molti altri, i quali muovo "forte" opinione, ma questa si nutre solo di nostalgia ed idealismo.

Nulla di peggio può volere la società: NOSTALGIA ed IDEALISMO.

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