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Omaggio a Luigi Pintor Non abbiamo condiviso nemmeno una proposizione delle centinaia di migliaia espresse da Luigi Pintor nella sua lunga vita, ma un importante omaggio deve andare ad un uomo che ha lottato per la libertà d'Italia e sempre si è battuto per i suoi ideali Egli nasce a Roma il 18 settembre del 1925 da Giuseppe e da Adelaide Dore. Trascorre l'infanzia in Sardegna a Cagliari, quando negli anni quaranta torna a Roma, si avvicina al movimento clandestino antifascista. Combatte con i GAP (Gruppi di Azione Partigiana) contro il nazifascismo, rischiando la vita molteplici volte, viene anche arrestato e condannato a morte, ma la pena capitale viene sospesa. Si iscrive al Partito Comunista ed inizia la carriera di giornalista all'Unitą. Per contrasti con la redazione lascia l'Unità e si dedica al partito. Diventa per il PCI deputato della Repubblica nel 1968 fino al 1972, anno nel quale viene firmato lo Statuto dei Lavoratori. Viene radiato dal PCI nel 1969, cofondando il gruppo e, poi, il giornale "Il Manifesto". (Alcuni solo oggi sottolineano il fatto, che il gruppo aveva ragione e se il partito lo avesse seguito non ci sarebbe stata la crisi odierna. In realtà ciò è solo un omaggio postumo, perché se il PCI avesse seguito le posizioni radicali di Pintor, oggi non esisterebbe un partito come i DS, ma la sinistra sarebbe rappresentata da un solo partito, che non supererebbe il 10% degli elettori.) Nel 1987 torna alla Camera dei Deputati come indipendente. Ha scritto alcuni romanzi di notevole contenuto e apprezzabile prosa: "Servabo" 1991, "La signora Kirchgessner" 1998, "Il nespolo" 2001. Muore un grande uomo, nonostante l'utopia che lo dominava, è riuscito a praticare ed esprimere l'amore per la politica e per i valori ideali. |
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