Omaggio a La Barbera

Il più grande poliziotto d'Italia è morto in una stanza d'ospedale colpito da un inesorabile malattia.

Il suo nome è legato alla lotta dello Stato contro la criminalità, sue le più importanti vittorie sulla mafia e sulla camorra, ma anche le battaglie contro la pedofilia e la deliquenza comune.

Non c'era ambito di polizia dove Arnaldo La Barbera non eccellesse, la sua apparenza dura nascondeva la grande bontà di un uomo, che dedica la sua vita allo Stato, ai suoi valori.

Come spesso accade lo Stato se ne dimentica e lo condanna in occasione del G8, in un azione di polizia che poteva essere sbagliata nei modi, ma corretta nei fini e di cui, comunque, egli non aveva responsabilità.

Genova è stata distrutta da una banda di teppisti ignoranti, di "sbarbati" che vedono nella violenza le uniche armi. Ad un anno di distanza piangiamo, anche per colpa di quegli avvenimenti, il più grande poliziotto d'Italia, colui che ha salvato e protetto milioni di cittadini italiani dalla violenza e dalla prevaricazione.

Oggi l'Italia è un paese meno sicuro di prima, perché è scomparso il più grande di tutti.

Per la nostra libertà e sicurezza confidiamo che i bravi poliziotti si ispirino a lui, al suo carisma, al suo coraggio. Speriamo, inoltre, che lo Stato sia sempre pronto a ricordare nella lotta alla criminalità il suo esempio di vita dedicata al rispetto della giustizia.

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