Cara mamma Giuliani...stai sbagliando tutto

C'è un immagine che mi ha profondamente colpito, nel bel montaggio/documentario "Carlo Giuliani, ragazzo" andato in onda su Rai3 a tarda notte, quella di Giuliani fermo con passamontagna e spranga tra le forze dell'ordine e i manifestanti.

Quell'immagine rappresenta l'essenza del coraggio e della forza di un giovane che non ha paura di nulla.

Quel giovane sarebbe potuto diventare qualsiasi cosa egli avesse voluto. Sarebbe potuto diventare un grande sindacalista, un grande ministro, un grande premier, invece, quel giovane è morto assassinato su una strada di Genova.

Quell'immagine, cara mamma Giuliani, è sfida, semplicemente sfida coraggiosa e sfrontata, non è comprensione, non è "voler prima capire".

Ho osservato con profonda tristezza e rammarico il tuo sguardo e la tua bocca, mentre parli di tuo figlio, ma non sono riuscito a capire il tuo pensiero.

Quei "...teneri cavalieri medievali..." cosa combattevano? Perché avevano "tenere" armature? Perché volevano violare un luogo, protetto non per colpa di un grande movimento, ma per colpa di un terrorismo spietato e senza scrupoli?

Perché volevano impedire (n.b.: le dichiarazioni dei no global non erano affatto metaforiche o simboliche, ma avevano la palese intenzione di impedire lo svolgimento del G8) la riunione di otto individui che rappresentano democraticamente la maggioranza delle popolazioni dei loro rispettivi paesi?

Di quali "...cariche a freddo..." parli? Chiedi ai giovani delle forze dell'ordine se avevano "freddo" dopo sassaiole continue, attacchi ripetuti, spostamenti repentini da un luogo all'altro. Hai un idea di cosa significa avere per ore una maschera ed un tuta, che impedisce di respirare, impedisce di sudare: si soffoca!!!

Dici che distingui "...la violenza di chi aggredisce e quella di chi si difende", ma in realtà non comprendi che i veri aggressori sono coloro che pretendono di risolvere i grandi problemi del mondo, distruggendo il sistema economico, politico e sociale, che con grande fatica questo stesso mondo si è dato.

"Mio figlio ha fatto resistenza...". E' vero tuo figlio ha fatto resistenza, ma a quale fantomatico regime? Ha fatto resistenza ad uno Stato che è tra i primi al mondo nel contribuire alla soluzione della fame e della povertà del mondo? Ha fatto resistenza ad un sistema che permette a tutti di esprimere la propria opinione? Ha fatto resistenza ad un sistema che permette a tutti di impossessarsi, grazie alla comunicazione, delle stesse sue regole? No!!! Tuo figlio a fatto resistenza per un idea vecchia e stantia del mondo, a fatto resistenza per un idea che vuole fare identità delle diversità, omologazione delle libertà. Ha fatto, forse, resistenza per le tue idee!!!

"Chi era a bordo del furgone è stato lasciato scendere..." su questo punto le molte immagini sono chiare: i carabinieri all'interno hanno rischiato il linciaggio e la morte. Francamente non comprendo il perché, se giustamente si indaga sui poliziotti della scuola Diaz, non si indaga per tentato omicidio chi ha assaltato e dato fuoco al furgone.

Non so chi era tuo figlio, quali le sue motivazioni, quali le sue aspirazioni, ma so una cosa: la sua età lo portava ad essere tanto coraggioso, quanto confuso, tanto forte, quanto incapace di comprendere che per cambiare il mondo non si può indossare un passamontagna ed impugnare una spranga.

Ti sento, cara mamma Giuliani, stai dicendo che tuo figlio e i manifestanti sono stati provocati ed attaccati. Può essere anche vero (non lo é), ma tuo figlio il passamontagna lo ha portato da casa!

"...quasi da subito spunta una pistola." No, la pistola compare quando già i vetri del Defender sono in frantumi, quando un asse di legno è per metà dentro il mezzo...non è affatto facile fare manovra, evitare il cassonetto e i manifestanti, quando alcuni di questi ti stanno colpendo con un asse di legno di svariati metri, non è facile ingranare una marcia quando sul braccio preposto ti colpiscono duramente con un asse di legno.

Forse se quei tre/quattro manifestanti non colpirono l'autista il defender si sarebbe potuto allontanare senza la tragedia.

Sulla distanza tra Carlo Giuliani e il defender...basta impostare il rallentatore del videoregistratore: Giuliani cade a poche decine di centimetri dal mezzo dei carabinieri (la distanza esatta può essere calcolata dal tempo impiegato dal defender ad investire Giuliani, una frazione di secondo), l'estintore sembra che dopo la caduta freni il rotolio sulla ruota posteriore sinistra. Inoltre bisogna chiarire quante volte Giuliani scaglia l'estinore contro il defender (forse due), poi, vedendo alcuni fotogrammi sembra che al momento del lancio è fermo e non corre.

La magistratura stabilirà la distanza, le traiettorie dei proiettili e soprattutto le responsabilità, augurandomi che non ricadano interamente su un giovane carabiniere di leva.

Spero che il ricordo di tuo figlio non si trasformi in altra contestazione, spero che sia d'aiuto a capire tutte le tragedie che quei giorni bui hanno messo in luce. Spero sia d'aiuto la comprensione che un ragazzo, il cui grande coraggio l'avrebbe portato a contribuire a rendere questo mondo migliore, è morto, invece, in una strada di Genova ed il suo ricordo sarà diviso da chi, sbagliando, ne vede un martire e da chi, sbagliando, ne vede un teppista.

Queste righe sono aperte al dialogo ed alla comprensione, non sono ferme e stabili. Sono animate dalla convinzione che milioni di giovani sono morti per consegnarci questo sistema economico, politico e sociale che non è perfetto, ma vive nella forza perfetta delle libera circolazione delle idee e del pensiero.

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