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Genova, un anno dopo!Un anno è trascorso dal tentativo fallito di ultra-violenti, violenti, pacifisti tolleranti della violenza, pacifisti convinti, non violenti di invadere la zona rossa. Una zona rossa che non rappresentava affatto il castello o il recinto entro il quale i potenti si arroccavano, ma la difesa della democrazia e della libertà dal terrorismo liberticida e violento (naturalmente non rappresentato dai manifestanti). Dopo un anno, quindi, rimane solo un colore a rappresentare come un triste fermo immagine la storia del G8 di Genova: il rosso Il rosso di una tragedia, di una vita spezzata, di un ragazzo violento che muore a causa di un mondo che non è riuscito a spiegargli che la libertà non è fare quello che piace, ma responsabilità di se e degli altri. Il rosso di questa morte non può essere la bandiera di nessuno, chi l'impugna e la sventola è un demagogo senza scrupoli. Il rosso della metamorfosi comunista, che vede nel movimento no global il suo trucco per ringiovanire, per superare la morte ideologica... Il rosso rimane e scorre nelle immagini e nei ricordi, non il nero di piccoli animali disadattati, solo capaci di distruggere per sentirsi vivi. Quale tragica situazione, forse peggio della morte stessa, di chi vestito di nero brucia e distrugge senza scopo, senza fine, senza idea. Rimane il rosso di tanti poliziotti feriti, colpiti da pioggia di sassi, caduti dal cielo, buon Agnoletto, per volontà di un dio irrazionale, che urla il suo sdegno per chi muore di fame e al tempo stesso calpesta le regole, che faticosamente l'umanità libera si è data. Ancora rosso di botte d'abuso, volute per vendetta da pochi, pochissimi poliziotti incapaci, ma pur tuttavia in grado di gettare fango e discredito su chi dedica la vita ed il proprio servizio per gli altri. Rimane ancora un ultimo rosso, quello delle future metaforiche battaglie contro il comunismo/no global che odia l'occidente, che odia la storia della libertà, che odia un capitalismo inesistente, che odia la democrazia. Infine, rimane il rosso tragico della fame del mondo, delle violenze su donne e bambini, che caso veramente paradossale avvengono tutti in paesi dove esiste o il comunismo politico o il comunismo religioso. Spieghi Casarini ad una bambina cinese mai nata, perché uccisa dai propri genitori per evitare a loro volta la morte, quali atrocità commette l'occidente contro i suoi simili. Spieghi Agnoletto ad un carcerato cubano, reo solo di volere una vita diversa, quali violenze il G8 compie contro i popoli. Spieghi Caruso, ad un bambino morente dello Zaire, a causa di un regime che invece che distribuire gli aiuti a più poveri li trangugia avidamente, quali infamie i popoli civili commettono contro l'umanità. |
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