Ancora sul G8...

La-politica.net risponde a www.misteriditalia.it/genova

In un Paese civile non dovrebbero esistere persone che mistificano la realtà dei fatti nella maniera in cui voi avete fatto. La verità dicevano i filosofi sta nel mezzo; anche in questo caso.

Non si può parlare di "… premeditato raid poliziesco – finalizzato più al pestaggio ed alla distruzione…", perché dalla scuola Diaz erano stati lanciati dei sassi su una volante della Polizia e si era accertata la presenza di armi (non da fuoco) all’interno della scuola (in seguito, infatti, furono sequestrati un ingente quantitativo di armi). Ricordo che un poliziotto fu accoltellato e si salvò grazie al giubbetto.

Detto ciò, è palese che qualche poliziotto ha esagerato ed abusato ed è altrettanto palese che alcuni dirigenti abbiano commesso degli errori, ma è un profondo errore dire che la Polizia ha violato i diritti della persona.

Il redattore di Misteriditalia si lascia andare a dei confronti con il ’68, ma ciò non può essere fatto per due motivi: il numero delle persone violente concentrate e la totale impreparazione culturale delle forze dell’ordine nel 1968.

A Genova vi erano su duecentocinquantamila persone almeno il 10% di persone violente. Spero si abbia idea del numero di persone violente.

E’ vero, comunque, che molte persone innocenti e pacifiste sono state fatto oggetto di violenze da parte della Polizia, ma ciò e spiegabile dalla natura vigliacca dei violenti. Cosa accadeva? Le manifestazioni giungevano in luoghi presidiati dalla Polizia, i violenti si staccavano dai manifestanti ed iniziavano ad attaccare le forze dell’ordine, in risposta partiva la carica. In modo subdolo e vigliacco i violenti rientravano nella manifestazione, superando coloro che manifestavano in modo pacifico. La Polizia a quel punto era impossibilitata a distinguere i pacifisti dai violenti, o quantomeno la concitazione della carica impediva al singolo poliziotto di avere sangue freddo.

Vorrei ricordare che tutti abbiamo paura: vi erano poliziotti e carabinieri che piangevano dallo spavento, vedendo orde di violenti che scaricavano su di loro di tutto. Le Forze dell’Ordine erano a Genova per adempiere ad un compito, per senso delle Stato, i manifestanti erano a Genova per un’idea, per un loro convincimento, volevano esserci.

La-politica.net non è scandalizzata dai vostri discorsi, ma dal fatto che abbiate argomentato le vostre idee senza ringraziare il lavoro che ogni giorno fanno uomini e donne per gli altri, senza ringraziare il sacrificio di persone che lavorano per tutti i cittadini, senza elogiare il fatto che le forze dell’ordine evitano ogni giorno migliaia di crimini.

La mistificazione da voi perpetrata giunge ad una spiegazione falsa e sommaria della morte di Carlo Giuliani. In www.misteriditalia.it/giuliani si dice infatti: "Uno spezzone di uno dei tanti cortei massacrati dalle cariche decide di organizzare un minimo di risposta attiva in funzione di autodifesa. Nel mezzo degli scontri tra un drappello di carabinieri (comandato da un vice questore aggiunto della polizia) e i manifestanti finisce un gippone dell’Arma che, per imperizia dell’autista (un giovane di leva assurdamente utilizzato in servizio di ordine pubblico) termina la sua corsa contro un muro."

Questa frase a giudizio di La-politica.net è sconvolgente: vede nei violenti coloro che subiscono, addirittura vede nell’assalto alla camionetta un atto di autodifesa. Questo è falso, profondamente ed immoralmente falso.

Ci sono foto eloquenti sull’assalto barbaro ed immotivato, ma se ciò non bastasse ci sono le dichiarazioni del violento che colpiva la camionetta con l’asse di legno. Inoltre, si afferma in modo surreale che la colpa dell’assalto alla camionetta è da addebitarsi all’imperizia del carabiniere autista.

Misteriditalia.it si limita a descrivere l’attacco di decine di violenti alla camionetta con il termine "cruento". Altro che cruento, gli aggettivi da usare sono vigliacco, barbaro, brutale, e soprattutto inutile.

Poi, si commenta la tragedia tre due ragazzi ventenni e iniziano i "se". Se la camionetta non fosse rimasta indietro, se Placanica avesse sparato in aria, se il mondo non fosse così violento… Ma come un vecchio detto recita con i "se" e con i "ma" la storia non si fa. Noi, comunque, nel nostro essere umani e deboli ne abbiamo bisogno, ci fanno riflettere; su questa tragedia, purtroppo, uno dei "se" più grandi è: se Placanica non avesse sparato forse oggi discuteremmo di tre carabinieri uccisi.

La-politica.net porta un enorme rispetto per Carlo Giuliani e piange per gli anni che gli sono stati portati via e per i figli che non potrà mai avere.

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