L'intervista a Carlo De Benedetti

Abbiamo tradotto per il lettore la pseudo intervista (pseudo, perché nel pezzo non si comprende dove inizi il commento del giornalista e dove finiscano le dichiarazioni dell'intervistato) rilasciata da Carlo De Benedetti a Le Monde.

Lasciamo ogni commento al lettore, riservandoci però di evidenziare in grassetto le frasi più significative e riportando alla fine del pezzo i pochi fatti assodati

Carlo De Benedetti accusa il Presidente del Consiglio italiano

In una intervista a "Le Monde", l'uomo d'affari italiano attacca Silvio Berlusconi, in relazione alla vendita di un'azienda agroalimentare, la SME, nel 1985.

Venerdì 30 maggio, il procuratore del tribunale di Milano ha richiesto undici anni di prigione per l'avvocato, Cesare Previti. Questo procedimento coinvolge il capo del governo italiano ed è indicata "dalla corruzione nei documenti giudiziari". Una decisione che chiama in causa direttamente Silvio Berlusconi.

Questa causa si riferisce alla vendita della SME, giudicata dalla corte di Milano. Dopo tre anni di discussioni, questa causa è giunta alla fase finale. Lo SME, l'azienda agroalimentare semi-publica, che possedeva i supermercati GS ed i ristoranti autostradali Autogrill, era proprietà del IRI, il gigante industriale della Stato italiano, ora sparito dopo le privatizzazioni successive.

Nel 1985, l'IRI, allora presieduto da Romano Prodi - oggi presidente della Commissione Europea -, aveva deciso di vendere lo SME al CIR, il gruppo presieduto da Carlo De Benedetti. Ma la transazione è stata bloccata da un'offerta simultanea, di cui Silvio Berlusconi, allora uomo d'affari e proprietario di Fininvest, è l'attore principale.

La CIR, che aveva comprato ufficialmente la SME, è stata seriamente danneggiata dall'annullamento di questa vendita. La SME sarà venduta soltanto dieci anni più tardi ed in parti, ad altri gruppi.

La CIR va così in causa civile. Il processo risulta interminabile, perché gli avversari del CIR sono estremamente abili a fa ritardare il processo con i loro gli atti.

Per concludere, Silvio Berlusconi e Cesare Previti, il suo avvocato ed anche all'epoca dei fatti vice presidente delle comunicazioni di Fininvest, è messo sotto accusa per "la corruzione nei documenti giudiziari".

Il procedimento del tribunale li accusa di aver comprato la decisione dei giudici che hanno bloccato la vendita della SME al gruppo del sig. De Benedetti. Ai tempi dei fatti, Silvio Berlusconi, che non è entrato ancora in politica (sarà scelto per la prima volta presidente del consiglio nel 1994), cerca di estendere le attività televisive della relativa holding, Fininvest. Ottiene in quel periodo le frequenze per la relativa azienda di Mediaset, che ha aveva solo reti locali (oggi possiede le tre più importanti reti televisive private della penisola).

Ottiene queste autorizzazioni come contropartita del presidente del consiglio socialista, Bettino Craxi, che non ha desiderato la vendita della SME a Carlo De Benedetti? La ha avuta in cambio di processi favorevoli? I giudici devono dire se ci fosse o no la corruzione dei magistrati nella vendita della SME.

Durante i tre anni di dibattimento, Silvio Berlusconi si è esercitato nella politica della sedia vuota, lasciando ai relativi avvocati la moltiplicazione delle ostruzioni. Ma oggi ha cambiato tattica. La condanna ad undici anni di prigione in primo grado, a Milano, il 30 aprile, di Cesare Previti nella causa di un altra vendita, acquisto delle edizioni di Mondadori,...l'ha convinto ad intervenire direttamente nel processo

Nella dichiarazione spontanea del 5 maggio, Silvio Berlusconi moltiplica le accuse proponendo, "rivelazioni" che mettono, secondo lui, sotto accusa Prodi e De Benedetti. Così egli desidera spostare il dibattito introducendo il fatto che la vendita della SME con il sig. De Benedetti sia avvenuta ad un prezzo ridotto. Ma questo non è l'oggetto della causa SME in progresso, la corte deve giudicare la corruzione dei magistrati.

Nello stesso tempo, le speranze di Silvio Berlusconi che saranno votate dal Parlamento con un procedimento di legge, che la relativa maggioranza ha appena proposto, e che consiste nel rinvio delle azioni giudiziarie per le più alti cariche della stato.

In breve, metterlo al riparo dai fulmini della corte di Milano, di cui dichiara "i giudici rossi mi perseguono politicamente e desiderano negare la scelta popolare".

Carlo De Benedetti che, finora, aveva rifiutato qualsiasi dichiarazione pubblica, oltre a quelli che ha fatto davanti la corte di Milanese riguardo alla vendita della SME, ha deciso appena lasciare la relativa riserva "per ristabilire la verità". Cosa che fa in questa intervista a Le Monde, con il supporto di documenti.

(fonte http://www.lemonde.fr)

I pochi fatti assodati sono:

L'Iri era dello Stato, quindi, l'azionista di riferimento era il governo in carica. Romano Prodi non solo non avvisò il governo del pre-accordo con la CIR di De Benedetti, ma neanche il suo vice Pietro Armani.

Dopo che si annunciò il pre-accordo le contro offerte furono tre, l'offerta capeggiata da Silvio Berlusconi aveva l'unico scopo di impedire la vendita.

Le sentenze del Tribunale di Roma che giudicarono nullo il pre-accordo tra Prodi e De Benedetti furono molteplici ed interessarono circa 15 magistrati.

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