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Sullo Shuttle...informazione falsa Non conosciamo le ragioni, ma il 4 febbraio 2003 il Corriere della Sera, il più importante organo d'informazione italiano, ha redatto un falso giornalistico. In prima pagina è apparsa una foto dello Shuttle, sotto la quale il commento recita testualmente: "Le immagini delle crepe sulle ali dello Shuttle Colombia mostrate dalla Tv israeliana". (Potete trovare la foto al link: http://www.corriere.it/av/galleria.html?shuttle_crepe&1) Ebbene non si tratta di crepe, ma caso ancor più grave non si tratta dell'ala. La prima crepa è, in realtà, un sensore termico a forma di nastro, tenuto insieme da due adesivi. Sulla seconda sospendiamo il giudizio per non essere subito querelati. Sul grossolano errore di ritenere quella parte dello Shuttle un'ala ha, già, risposto Umberto Guidoni, il primo astronauta italiano ad aver viaggiato nello spazio con la navetta della NASA. A parer suo si tratta, infatti, di un portellone secondario. Guidoni ha riconosciuto la forma cilindrica che si vede chiaramente nella foto. La verifica visiva che non si tratta affatto dell'ala il lettore può farla esaminando le foto di seguito:
L'informazione non solo italiana, ma mondiale sta attraversando una crisi profonda. All'approfondimento è stato sostituito lo scoop, alla verifica delle fonti la rettifica dell'indomani, all'informazione è stata sostituita la disinformazione. Non sappiamo se dietro a questa disinformazione ci sia una politica anti-americana, tesa a presentare gli errori degli Usa, come nazione, che pone i suoi interessi avanti alla vita stessa degli uomini. Fa certamente riflettere il fatto che delle crepe inventate, rappresentino, per qualcuno, la prova che gli Stati Uniti sono inaffidabili, che la guerra all'Iraq è solo un mezzo per alimentare interessi economici. Se si alimenta l'idea che un paese sacrifica delle vite umane per interesse, si possiedono le armi concettuali per poter condannare qualsiasi azione di questo paese. Però, così non è, per una ragione, a nostro avviso, fondamentale: la diversità nell'unità. E' "rifugio degli ignoranti" ritenere che il comportamento di un individuo identifichi tutto un paese. Gli stereotipi sono i mali di questa società; la generalizzazione, l'omogeneizzazione, questi sono i nemici da combattere. Sono ormai anni che si critica come l'occidente intervenga in quei conflitti che l'occidente stesso ha alimentato, vendendo armi. Ebbene ciò è falso e sommamente ingiusto. Se vi è un individuo italiano o un azienda nazionale, che vende armi ad uno stato straniero, non è possibile affermare che l'Italia vende armi. Se un azienda americana approfitta della cacciata di qualche regime dittatoriale, acquisendo il suo prodotto a basso costo, non si può dire che gli Stati Uniti hanno cacciato quel regime per interesse economico. Infine, ci auguriamo che tali riflessioni siano alimentate da un dibattito e non da disinformazioni giornalistiche. |
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