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Premier mafioso?La campagna diffamatoria contro il Premier, Silvio Berlusconi, è sbarcata nel Regno Unito, uno pseudo giornalista, Philip Willan, ha redatto un articolo apparso domenica 12 gennaio sul "The Observer". Ne diamo la traduzione letterale: Un superboss della Mafia tocca Berlusconi La testimonianza di Giuffré spiega la cessazione improvvisa della Democrazia Cristiana e l'origine misteriosa e vertiginosa di Forza Italia I siciliani hanno una naturale predisposizione per i racconti e, se i racconti di Antonino Giuffré ai giudici di Palermo sono veri, le onde di urto potrebbero rompere le carriere e le reputazioni fuori dai confini dell'Italia meridionale dove i terremoti e le eruzioni vulcaniche sono stati, ultimamente, la norma. Da Tommaso Buscetta oltre 20 fa, Giuffré, 58 anni, rappresenta il superboss della mafia più importante. La settimana scorsa, il primo ministro Silvio Berlusconi era un obiettivo della sua deposizione alla corte di Palermo. Questa settimana sarà il turno di Giulio Andreotti, il simbolo della Democrazia Cristiana, potenza del dopoguerra, per verificare le dichiarazioni di Giuffré Conosciuto come Manuzza (la mano)Giuffré ha una conoscenza enciclopedica degli affari di Cosa Nostra degli ultimi 20 anni, una conoscenza parziale degli anni '80, essendo stato il picciotto di Michele 'il papa' Greco, quando il capo supremo della mafia era in fuga, nascosto in un rifugio vicino a Caccamo, la città natale di Giuffré La sua pazienza e la sua determinazione gl'hanno consentito di scalare i vertici di cosa nostra; da insegnante di scienze agricole è diventato il numero due per Bernardo Provenzano, il 'capo di capi' ora latitante. Quello era il suo punto di osservazione privilegiato quando egli è stato arrestato l'aprile scorso. Giuffré possiede informazioni inestimabili per gli investigatori... Come la maggior parte dei capi della cosca, egli non ha utilizzato telefoni, per evitare il pericolo di intercettazione. I capi preferiscono case isolate senza elettricità, rendendo più difficile per gli investigatori azionare "mini-cameras" e mettendo sotto controllo i dispositivi. Giuffré comunicava, scrivendo sugli scontrini di carta, consegnati ai corrieri. Giuffré è il primo vecchio mafioso a diventare collaboratore di giustizia. La sua collaborazione ha aggiornato le informazioni degli investigatori ed ha fornito una nuova interpretazione sui rapporti di Cosa Nostra con la politica nei primi anni novanta. "E' molto semplice: siamo il pesce e la politica è l'acqua"-Giuffré ha detto- "vi racconterò una piccola storia, che è accaduta nella mia città qualche tempo fa e della quale nessuno ha mai parlato. Una volta che c'era un politico che voleva prendere i voti degli elettori che avevano sempre votato Democrazia Cristiana. A loro è stato detto chi votare, questi hanno votato sottomessi e sono tornati a casa. C'era un comunista che voleva ottenere quei voti? Bene, gli elettori non gli hanno permesso di ottenerli. Egli ha iniziato a fare un po' di uno scalpore, dopo un breve periodo fu ucciso. Qualcuno, che non ha avuto niente a che fare con il reato, è stato condannato all'ergastolo. Non so se egli è ancora in prigione." All'inizio degli anni '90 lo mafia si divertiva a creare il suo partito ed ha scelto di sostenere il movimento creato da Berlusconi in cambio di garanzie per l'ottenimento della proprietà confiscate e per migliorare le dure condizioni di prigione per mafiosi. I padrini imprigionati aspettano ancora... Il superboss ha affrontato l'argomento della politica per la prima volta in pubblico martedì, quando egli ha dato prove alla corte Palermo che sta giudicando uno degli aiutanti di Berlusconi per associazione mafiosa. Marcello Dell'Utri, un senatore siciliano di Forza Italia, il partito di Berlusconi, aveva promesso di aiutare ad alleviare i problemi giudiziari di Cosa Nostra in cambio di sostegno elettorale, ha detto. "Marcello Dell'Utri era molto vicino a Cosa Nostra e, per quest'ultima era un punto di contatto molto buono per Berlusconi". Giuffré ha dato testimonianza da una luogo segreto, erano visibili solo i capelli grigi... L'autorevolezza del suo racconto è stato misurato nel disagio crescente di Marcello Dell'Utri e dalla sua difesa. Forza Italia, egli ha detto, aveva dato garanzie che i problemi legali della mafia sarebbero risolti entro 10 anni. Un capo mafia, Stefano Bontate, egli ha detto, era nell'abitudine di visitare Berlusconi alla sua proprietà di paese. Con altri 'uomini di onore', egli ha impiegato la presenza di un mafioso che ricopriva la funzione di stalliere come una scusa per invitare il magnate dei mezzi di comunicazione... Giuffré ha completato l'immagine del background politico di quando la mafia stava ritirando la sua fiducia dalla Democrazia Cristiana per riporla nella nuova formazione politica, Forza Italia. I capi superiori della Mafia trattavano con rappresentanti dello Stato e, Giuffré dice, con rappresentanti di Berlusconi. Berlusconi e Marcello Dell'Utri giudicano le affermazioni di Giuffré come insulti mostruosi. Potete trovare l'articolo in lingua inglese al link: http://www.observer.co.uk/international/story/0,6903,873081,00.html (n.b. non è dato sapere fino a quando la pagina rimarrà on line) L'articolo è raccapricciante nel suo evolversi, nella sua incomprensione, non si capisce dove iniziano le frasi di Giuffré e dove finiscano le osservazioni del giornalista. Si descrive in ampie righe le capacità di un criminale ed allo stesso tempo si risolve la posizione del Presidente del Consiglio in una ultima laconica proposizione. Allucinatamente inverosimili sono le frasi relative alle visite del boss Stefano Bontate a Berlusconi: "was in the habit of visiting Berlusconi at his country estate" Altrove, Avviso al Permier!!!, abbiamo osservato come si stia spianando il terreno per un avviso di garanzia per associazione mafiosa diretto a Silvio Berlusconi. Qui abbiamo una conferma. La-politica.net lotterà contro qualsiasi forma di ribaltamento dell'attuale maggioranza parlamentare, espressa dal popolo italiano. Soprattutto contro la via giudiziaria... |
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