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Cos'è lo sciopero?Le astensioni dal lavoro per criticare, rivendicare, combattere delle regole, delle condizioni, dei soprusi hanno una storia millenaria. Forme di sciopero possono essere considerate le rivoluzioni sociali e politiche della Francia di fine settecento, come le varie forme di insurrezione risorgimentale od anche le ribellioni dei servi della gleba contro il signorotto medievale di turno. Tali forme di ribellione e contrasto ad un potere costituito non si possono equiparare con gli scioperi che avvengono oggi nel mondo occidentale. Gli scioperi di oggi non si possono neanche paragonare a quelli che nei primi decenni del novecento hanno portato all'ascesa della politica socialista e comunista in Europa. Di più: gli scioperi di oggi non possono identificarsi neanche con quelli fatti sul finire degli anni settanta in Italia. Il motivo di quest'impossibilità comparativa è da vedersi nel carattere democratico che i vari paesi occidentali si sono dati. Il livello di democrazia che c'è oggi nell'occidente, garantito dalla comunicazione di massa (n.b.: in realtà non è affatto di massa, in quanto anche internet conduce alla strada della comunicazione singola: one to one), è il più alto mai registrato nella storia dell'umanità. Questo non significa che non avvengano forme di prevaricazione o di autoritarismo. Tutt'altro tali degenerazioni sono di dominio pubblico. Ma le armi da usare per combattere tali forme sono quelle di aumentare i livelli di democrazia. Di norma lo sciopero rappresenta una di queste armi. Rappresenta cioè la forza di opposizione ad un autoritarismo, ad una condizione di precarietà. Purtroppo, però, lo sciopero negli ultimi anni, soprattutto in Europa, sta progressivamente perdendo tale forza e tale capacità di rivendicazione. Causa ne è l'abuso e l'attacco implicito alle libertà personali. Oggi si sciopera per niente! Ci si inventa falsi attacchi ai diritti solo per accrescere il consenso o darsi visibilità. Tale fenomeno è diffusissimo nelle scuole dove gli studenti scioperano per ragioni decisamente futili. Così facendo si svilisce uno dei momenti più alti della democrazia. Lo sciopero, però, rischia molto spesso di trasformarsi da arma di difesa contro gli abusi e contro le ingiustizie ad una di attacco contro le libertà individuali dei cittadini. A nostro avviso è indegno uno sciopero dei trasporti pubblici come lo è quello dei funzionari dello Stato. Tali scioperi ledono le libertà individuali. Il concetto di libertà è alquanto complesso, ma un precetto ne solidifica il carattere: la libertà propria finisce dove inizia quella altrui. Ebbene i recenti scioperi dei mezzi pubblici e soprattutto il non chiaro sciopero dei magistrati hanno offeso la democrazia e la libertà individuale. Usare uno dei più importanti strumenti democratici come lo sciopero per rivendicare condizioni futili ed attacchi fasulli ai diritti civili e sociali è un atto metaforicamente criminale. La democrazia è un percorso non una metà, è fatica e discussione, è dolore e gioia: tutti dobbiamo camminare su questa sola ed unica strada, le altre strade hanno dimostrato la loro impraticabilità. Dall'autista di un autobus ad un magistrato, tutti devono comprendere che ogni atto che si compie contribuisce al livellamento della strada della democrazia. Per questo non si possono usare gli strumenti democratici come lo sciopero con facilità e leggerezza. |
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