Biagi, Santoro e Luttazzi

Ad un mese dalle elezioni amministrative, parlando della RAI, Berlusconi ha ammesso che il nuovo direttivo non userà il mezzo pubblico come è stato usato all'indomani del 13 maggio. "Biagi, Santoro e Luttazzi - ha detto - si sono resi protagonisti attraverso il servizio pubblico di atti criminosi".

Non concordando nell'uso del termine "criminoso", perché nulla di "criminoso" è stato fatto da i tanto odiati personaggi, ma solo errori, peraltro mai ammessi, d'interpretazione giornalistica dell'oggettività e del pluralismo, La-politica.net non rimane tanto scandalizzata dalle parole del Presidente del Consiglio, quanto dai commenti della stampa.

Poche ore dopo le esternazioni Il Nuovo, giornale elettronico, titolava "Espellere Biagi, Santoro e Luttazzi", l'indomani La Repubblica dedicava due pagine (con tutte le tragedie che ci sono nel mondo) titolando in prima "Berlusconi lancia le epurazioni Rai". Il Corriere della Sera, anche lui due pagine sull'argomento "…via dalla Rai". Con loro gran parte dei giornali, compreso il Foglio che onestamente quando è in dissenso lo dimostra.

Tutto questo e non le frasi, peraltro poco felici di Berlusconi, fanno ammettere che viviamo in un sistema giornalistico-informativo deformato. Si è persa totalmente la lucidità di giudizio, solo alcune cose vengono enfatizzate, creando opinione. Chi parla fa opinione chi ascolta e non può replicare la subisce. Il giornalismo non segue i desideri dell'opinione pubblica, ma li crea, peraltro non riuscendoci.

Infatti, in Italia la percentuale di lettori di quotidiani è ridicola.

Il giornalismo è obiettività, è presentazione ed illustrazione dei punti di vista, non è mai enfatico, ma solo approfondimento dei fatti. Oggi il giornalista alla sua scrivania con computer e telefono ritiene di avere in pugno il mondo.

La-politica.net detesta Santoro, perché non è un buon giornalista. Le sue trasmissioni hanno sempre uno scopo e su questo fine ruotano le interviste e i vari filmati. Il giornalista deve essere un fanciullo che ascolta con meraviglia tutte le posizioni, non un deus ex machina. Santoro ha realizzato trasmissioni esponendo guai giudiziari di politici, i quali non erano presenti: "Non è venuto, siamo pronti ad accoglierlo…tant'è andiamo avanti". Alla fine di una trasmissione recente sui "girotondi" intervista, senza apparente logica con il contenuto del programma, una ragazza licenziata da un Call Center. Non è certo un messaggio subliminale, ma un vero e proprio flash psico-terrorista contro le modifiche dell'art.18.

Discorso diverso per Biagi, che nella sua lungimirante carriera ha commesso un errore d'amore, la passione lo ha portato all'errore giornalistico. Non basta portare all'autorità garante i tempi giusti della par condicio, perché invitare Benigni due giorni prima delle elezioni è come far parlare due ore un parlamentare di Forza Italia.

La par condicio è un principio non una scienza.

Di Luttazzi, o meglio, di Marco Travaglio non si può dire nulla, perché La-politica.net ha solo compassione di un uomo che voleva fare il giudice e alla fine ha fatto solo il semplice giornalista.

Esternando queste considerazioni si arriva al fatto che Berlusconi se da un lato ha detto cose risapute, dall'altro non ha detto nulla di così grave da riempire le pagine dei giornali. Non ha mai usato il termine "via", mai quello "espellere" (ricordiamo che i giornali hanno usato le virgolette, quest'ultime dovrebbero significare esattamente quello che uno dice).

La stessa frase considerata equivoca "ove cambiassero, nulla ad personam, ma siccome non cambiano" non lo è affatto. Semplicemente Berlusconi lamenta un danno fatto alla sua immagine e chiede che i protagonisti chiedano scusa.

Nulla più e nulla meno.

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