Il governo è morto

Tremonti paga il vero teatrino della politica inscenato da Gianfranco Fini e Marco Follini, autori di un'azione miserabile nei confronti del più valente economista che il Paese abbia.

Ancora una volta le logiche "meridionalisitche" e stataliste vincono sugli uomini migliori, ancora le menti corporative ed ideologiche hanno avuto la meglio sul fare, sulla "pragmaticità", sulla supremazia della razio.

Il governo è morto, è morta la sua anima, la sua spinta pragmatica.

Giulio Tremonti era riuscito nell'impossibile compito di salvare i conti dell'Italia, di rispettare i parametri europei in anni d'economia in grandissima crisi e con il peggior debito pubblico dell'occidente.

Era riuscito, nonostante le difficoltà, a mantere l'economia italiana in galleggiamento, superando enormi onde oceaniche, pacifiche ed anche mediterranee. In Germania e Francia i cittadini piangono per strada. In Italia, invece, nonostante un economia strutturata in modo massiccio sull'export, si è sopravvissuto, non si è annegati.

I posti di lavoro sono aumentati, il bilancio "demografico" delle aziende è in attivo, in questi mesi anche l'industria era cresciuta. Il merito di tutto ciò è di Tremonti.

La cosa più vergognosa sta nel fatto che le dimissioni di Tremonti giungono all'inizio di un vento nuovo per l'economia, all'inizio di una ripresa aspettata per anni.

Di questo beneficeranno politicamente i due teatranti per eccellenza, Gianfranco Fini, Alleanza Nazionale, gli ex fascisti, e Marco Follini, U.D.C., gli ex democristiani.

Tra qualche mese vedremo i due leaders dichiarare: "Avete visto era Tremonti che non faceva ripartire l'economia, oggi che le cose vanno bene è merito nostro..."

Il teatro dell'assurdo è andato in scena, fini politici ed abili demagoghi hanno vinto sugli uomini che sanno, sulla razio e sulla capacità legata alla competenza.

In tutto questo il regista non ha mosso un dito, ha lasciato che il suo protagonista morisse, tra le spire di serpenti velenosi e costrittori al tempo stesso.

In questa morte, però, muore un pò anche lui, muore il suo "fare", muore la sua "pragmaticità" imprenditoriale, muore la possibilità di un governo dei migliori....

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