Sul semestre italiano

Della seduta del 2 luglio del europarlamento il popolo europeo ha avuto, da una stampa distorta ed, oramai, inefficace nell'informare i cittadini, l'esclusiva notizia del battibecco da bar tra il neo presidente della Ue, Silvio Berlusconi, e il capogruppo tedesco del Pse, Martin Schulz.

Sulla questione, a nostro avviso troppo enfatizzata, abbiamo una visione netta è chiara che protende verso la sostanza dei fatti: l'euro deputato tedesco ha offeso il premier e l'italia riprendendo polemiche proprie dei movimenti e dei girotondi di casa nostra, chiaramente imbeccato dai nostri europarlamentari.

Schulz ha dato a Berlusconi indirettamente del mafioso, infatti ha detto: «...se lei non fosse riuscito a ritardare tanto il procedimento concernente l'immunità sua e del suo assistente Dell'Utri, oggi lei non avrebbe più l'immunità di cui ha tanto bisogno. Anche questa è una verità che deve essere detta».

Ha, poi, offeso, senza citare nemmeno una frase, Umberto Bossi, asserendo «La benché minima affermazione di quest'uomo è peggiore di tutto ciò che questo Parlamento ha deciso contro l'Austria e l'appartenenza dei liberal-nazionali (di Joerg Haider) al governo di Vienna. Lei, signor presidente del Consiglio non è responsabile per il quoziente d'intelligenza dei suoi ministri, ma per quel che essi dicono sì. Le dichiarazioni di Bossi, suo ministro, che lei non ha nominato in alcun modo, non sono conciliabili con la carta dei diritti dell'Unione Europea»

Dubitiamo fortemente che Herr Schulz abbia mai letto dichiarazioni di Bossi, infatti lo ha confuso con un inesistente ministro dell'immigrazione...

Per questo tali affermazioni sembrano riecheggiare i titoli e gli articoli con cui Furio Colombo attacca tutti i giorni il governo italiano attraverso la sua Unità e, soprattutto, la veemenza antifilosofica di Gianni Vattimo.

La risposta ironica di Berlusconi è stata sicuramente eccessiva, ma farne una questione di stato è affare francamente stupido e mette vergognosamente in secondo piano i temi e le problematiche che il semestre italiano si è fatto carico di affrontare.

Questo episodio marginale, che a causa di una stampa che, oramai, ha solo lo scopo scandalistico, è diventato sostanziale, ha oscurato la verità del dibattito.

La-politica.net vuole dare al lettore la possibilità di farsi un'idea obiettiva di quanto sta accadendo in Europa.

E' in atto uno scontro durissimo tra chi vuole un'istituzione che non prevarichi gli interessi nazionali e dei singoli popoli e chi, invece, vuole sacrificare tali interessi alla grande unione ed alla grande istituzione.

Tra i primi c'è l'Italia, rappresentata dal suo governo, insieme a parte del governo francese, al governo Spagnolo, portoghese, britannico ed all'opposizione parlamentare in Germania, tra i secondi, invece, militano le opposizioni interne delle prime quattro nazioni, il governo tedesco e quello belga.

Il tutto ruota intorno al ruolo dell'Europa nei confronti degli USA.

Per i secondi l'Europa deve essere forte ed unita per contrapporsi all'egemonia politico-economica statunitense, per i primi, invece, tale unità non dev'essere in antagonismo, ma in collaborazione.

Per i secondi l'unico modo per contrapporsi agli Usa è avere un'Europa con un forte potere centrale, per i primi, invece, ciò comprometterebbe irrimediabilmente la libera scelta delle Nazioni e dei popoli e causerebbe un antagonismo pericoloso con gli USA.

Per chiarire: vi è un Europa politicamente trasversale con uno zoccolo duro nel PSE e nei partiti comunisti, che vuole essere politicamente antagonista all'attuale amministrazione degli Stati Uniti, perché è contraria alle sue strategie globali.

Vi è un'altra Europa di cui fa parte il governo italiano, che guarda a ciò come un incubo, come un rischio mortale, che condurrà ad una pericolosa contrapposizione globale sul modello "guerra fredda".

Gli attacchi a Berlusconi sono frutto di questo scontro epocale, tra coloro che si identificano con il modello politico economico americano, a cui il nostro premier appartiene, ed i nostalgici evoluti del patto di Varsavia, i quali, hanno rifiutato il comunismo, ma auspicano un forte statalismo come panacea dei mali dell'individuo.

Home page / Filosofia / Interno / Esteri / Partiti / Società / Archivio / Advertising

I contenuti, i disegni e le immagini del sito sono regolati dal diritto d'autore.
Tutti i dati forniti dai lettori verranno archiviati in forma cartacea ed informatica.
Tali dati saranno utilizzati esclusivamente per attività di documentazione e comunicazione newsletter.
Il tutto nel rispetto di quanto stabilito dalla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali.

Postmaster