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Ma quale crisi di governo!!! In questi caldi giorni di giugno, dopo la pseudo vittoria elettorale del centro-sinistra, si vocifera di un imminente crisi di governo a causa delle liti interne alla maggioranza sul problema "Tremonti" e sull'immigrazione clandestina. Com'è d'abitudine per un uomo del popolo, Umberto Bossi, è il leader della maggioranza che più ha alzato la voce, denunciando le lentezze dell'attuazione concreta della Bossi-Fini sull'immigrazione e difendendo a spada tratta l'operato di Giulio Tremonti dagli attacchi, per la verità contenuti, di Alleanza Nazionale. Molti giornali cavalcavano l'onda della possibile crisi di governo, di un possibile ritorno al 1994, nel quale la Lega tolse la fiducia al primo governo Berlusconi ed il Paese piombò in 7 anni di amministrazione di centro-sinistra. Non essendo amanti degli scoop siamo andati a fare due conti sull'effettiva possibilità di crisi parlamentare di questa maggioranza. Ebbene anche se la Lega uscisse dal governo sia alla Camera che al Senato l'attuale governo avrebbe i numeri per mantenere la fiducia del Parlamento. Infatti alla Camera i deputati del centro-destra sono 350, di cui 30 onorevoli della Lega, 258 quelli del centro sinistra ed 8 tra indipendenti e minoranze linguistiche. Anche se tutti e 30 i leghisti passassero all'opposizione compresi gli 8 onorevoli fuori poli, si avrebbe una tenuta del governo. Infatti, il C.D. avrebbe 320 voti ed il resto della Camera arriverebbe complessivamente a 296. Al Senato la partita si complicherebbe, in quanto vi sono molti senatori indipendenti. Comunque il C.D. può contare su 177 senatori, di cui 17 leghisti, il C.S. può far valere 130 senatori, compresi alcuni senatori a vita come Scalfaro. In più ci sono 3 senatori indipendenti e 10 senatori iscritti al gruppo per le autonomie. Se questi ultimi confluissero tutti nel C.S. si avrebbe un pareggio a 160, ma è un ipotesi remota in quanto senza dubbio tra i 13 senatori primi citati più di qualcuno sosterrebbe il governo e sicuramente qualche esponente della Lega confluirebbe nella maggioranza. I numeri sono sempre molto importanti, ma dietro di essi ci sono uomini e donne, che prendono decisioni libere e forti. Di conseguenza ogni valutazione non può prescindere da tali decisioni e dall'evolversi delle situazioni. Rimane, comunque, il fatto che anche senza Lega la barca del governo galleggerebbe, rendendo, però, più complicata la navigazione. |
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