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Su Avanti Popolo Berlusconi ha sbagliato gravemente nell'indicare come "cattiva" la canzone più emblematica della sinistra massimalista italiana. In primissimo luogo perché è una canzone che appartiene alla storia d'Italia e soprattutto alla storia del socialismo e solo in seguito a quella del comunismo. Infatti, il ritornello "Viva il comunismo e la libertà" in origine "Viva il socialismo e la libertà" fu cambiato negli anni '40. E' sempre un errore fare battute sui simboli della storia. Si può discutere e criticare in un contesto preciso delle motivazioni che spinsero ad adottare alcuni simboli invece che altri, ma non è corretto liquidare con una battuta un simbolo che ha incarnato i valori e le speranze degli individui. In secondo luogo nel merito, in quanto la canzone, avendo una storia, non è affatto cattiva, ma nasce da giusti ideali di liberazione dalle oppressioni e dalle prevaricazioni. Di certo la canzone parla di violenza, ma è una violenza giusta, legata alla ribellione dai regimi totalitari e dall'oppressione. Altrettanto sicuramente il Premier non è un pacifista alla Gino Strada e sa riconoscere la violenza di difesa e di libertà da quella di oppressione e dominio. Ebbene "Avanti popolo" testimonia la lotta di libertà non solo contro il fascismo, ma contro l'alienazione del lavoro, che riduceva gli esseri umani a bestie, impossibilitati a realizzare se stessi. Possiamo comprendere del perché il Presidente del Consiglio, attaccato tutti i giorni da un opposizione verbalmente violenta e cattiva, abbia reagito in questo modo scomposto. La carica, però, che riveste non solo gli da il diritto di contestare chi lo offende, ma gli conferisce il dovere di rispettare la storia di tutti, anche di chi vuole un mondo utopico. Sarebbe un grande gesto da parte sua, proprio all'indomani di elezioni amministrative, chiedere scusa dell'errore fatto, che ha offeso la memoria di quanti, cantando quella canzone, sono morti per liberare l'Italia da un regime violento e dispotico. |
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